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Medici di famiglia in Veneto, Fimmg annuncia rassicurazioni sul personale: accordo ancora da firmare

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Fimmg Veneto riferisce rassicurazioni sul personale già impiegato negli studi e sull’estensione del supporto amministrativo ai medici che ne sono privi. Enrico Peterle indica come obiettivi cure omogenee e ambulatori capillari: il confronto con la Regione prosegue e l’accordo non è ancora firmato.

Fimmg Veneto: il confronto sul nuovo accordo integrativo

Rassicurazioni sul personale già impiegato e sull’ampliamento del supporto amministrativo ai medici di famiglia che oggi ne sono privi. È l’aggiornamento riferito da Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, nel comunicato del 29 ottobre sul negoziato con la Regione per il nuovo accordo integrativo della medicina generale.

Il sindacato esprime apprezzamento per lo stanziamento di risorse destinato a sanità, sociale e medicina generale, senza indicarne nella nota l’importo. Peterle auspica che il prossimo incontro porti alla firma: il confronto è quindi ancora in corso e il comunicato non annuncia un’intesa conclusa né assunzioni già effettuate.

Collaboratori e continuità degli ambulatori

Le rassicurazioni descritte rappresentano un aggiornamento rispetto alla richiesta di più personale negli studi avanzata da Fimmg a metà ottobre. Il tema resta l’organizzazione quotidiana dell’assistenza e la possibilità di affiancare ai medici collaboratori adeguati ai bisogni dei pazienti.

Secondo Peterle, le aggregazioni funzionali territoriali dovranno salvaguardare le esperienze delle precedenti medicine di gruppo e medicine di gruppo integrate. La richiesta è combinare criteri regionali comuni con una flessibilità capace di rispondere alle differenze fra città, piccoli Comuni, montagna e laguna.

Percorsi di cura omogenei

Un altro obiettivo indicato da Fimmg Veneto è garantire gli stessi percorsi di salute e la medesima presa in carico delle persone fragili, indipendentemente dal modello organizzativo dello studio del proprio medico. Per il segretario servono infermieri, collaboratori e strumenti di diagnostica di primo livello, anche a supporto dei professionisti che lavorano individualmente.

Il modello prospettato dal sindacato punta a mantenere la capillarità degli ambulatori e a integrare le Case della Comunità. Peterle lega questa riorganizzazione anche all’attrattività della professione per i giovani medici, come risposta alla carenza di personale sul territorio.

Il tavolo regionale deve ancora definire gli ultimi aspetti. Le dichiarazioni diffuse dall’ufficio stampa Galli Torrini per Fimmg Veneto esprimono la posizione della rappresentanza sindacale: la nota non contiene il testo definitivo dell’accordo né un calendario vincolante per la sua sottoscrizione.

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