HomePadovaAttualitàInvecchiamento attivo, studio di Padova: restare impegnati non basta per sentirsi soddisfatti

Invecchiamento attivo, studio di Padova: restare impegnati non basta per sentirsi soddisfatti

Pubblicato il

- Pubblicità -

Uno studio sull’invecchiamento attivo coordinato dall’Università di Padova mette in relazione il tempo dedicato a lavoro, nipoti, volontariato e assistenza familiare con la soddisfazione degli over 60. Contano tipo di impegno, durata e genere: i risultati descrivono associazioni, non rapporti di causa ed effetto.

Invecchiamento attivo, attività diverse e benessere

Restare occupati dopo i sessant’anni non si associa automaticamente a una maggiore soddisfazione di vita. È il risultato al centro del comunicato diffuso dall’Università di Padova il 30 ottobre su uno studio pubblicato su BMC Public Health. Il lavoro distingue il tempo dedicato a occupazione retribuita, cura dei bambini, assistenza agli adulti e volontariato, considerando anche genere e giorni della settimana.

La ricerca analizza 10.021 persone di almeno 60 anni dell’Indagine italiana Uso del tempo del 2013. Non è dunque una fotografia della popolazione anziana nel 2026: utilizza diari giornalieri raccolti dall’Istat, nei quali le attività vengono annotate a intervalli di dieci minuti.

Nipoti e volontariato, il peso della durata

Nei modelli statistici, il tempo dedicato ai bambini e al volontariato risulta associato a una maggiore soddisfazione, con differenze marcate. Il volontariato appare gratificante soprattutto per gli uomini; la cura dei bambini soprattutto per le donne. Ma un impegno eccessivo con i nipoti può accompagnarsi a un peggioramento del benessere, così come il lavoro svolto nel fine settimana.

Il carico dell’assistenza agli adulti fragili presenta un altro profilo: l’associazione negativa con la soddisfazione emerge per le donne, soprattutto nei weekend. Il messaggio dell’invecchiamento attivo richiede quindi attenzione a quali responsabilità vengono affidate alle persone anziane e a quanto spazio rimane per riposo e relazioni.

Il limite dello studio: nessuna conclusione causale

Maria Letizia Tanturri avverte, nel comunicato, del rischio di attribuire agli anziani carichi gravosi giustificandoli con l’invito a restare produttivi. Alessandra Buja sottolinea che libertà di scelta ed equilibrio fra impegni e gratificazioni sono possibili interpretazioni, ma non dimensioni misurate direttamente.

Il disegno trasversale non permette di stabilire cause ed effetti. Le autrici sono Annalisa Donno, Martina Salierno, Erika Borella, Alessandra Buja e Maria Letizia Tanturri. Il lavoro richiama la necessità di sostegni alle famiglie: il valore sociale della cura non garantisce, da solo, il benessere di chi la presta.

Ultimi articoli

- Pubblicità -

Articoli simili

Congresso Pd a Padova, Coppo e Frigo si preparano alla sfida per la segreteria

Il congresso Pd di Padova si avvicina con due nomi in campo: Caterina Coppo...

Padova porta il distretto dell’innovazione a Cannes: la missione per attrarre investitori

Il progetto del “chilometro blu dell’innovazione” è stato presentato il 28 ottobre alla conferenza mondiale IASP. La delegazione padovana punta ad attrarre investitori per la rigenerazione dell’area fieristica. Il percorso partecipato ha raccolto oltre 1.400 risposte a due questionari.

Italian Cheese Awards 2026, undici formaggi veneti in finale: premiazione ad Ancona l’8 novembre

Il Veneto porta undici formaggi alla finale degli Italian Cheese Awards 2026. I 34 prodotti in gara saranno valutati ad Ancona l’8 novembre, dopo le nomination assegnate in primavera a Cittadella. Tra i finalisti regionali Asiago, Monte Veronese, formaggi di malga e affinati.