FéMO 2026 torna a Padova dal 4 al 7 novembre: quattro giorni di workshop, incontri e mostre sul rapporto tra intelligenza artificiale e creatività.
Che cosa resta della creatività umana in un mondo sempre più popolato da contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale? È la domanda al centro di FéMO 2026, il Festival dell’Espressione Multimediale che torna a Padova dal 4 al 7 novembre con la sua nona edizione. Il titolo scelto quest’anno, «Cosa AI fatto?», gioca proprio sul rapporto tra competenze umane e nuove tecnologie.
Organizzata dall’ufficio Progetto Giovani del Comune, la manifestazione coinvolgerà diversi spazi cittadini con workshop, performance, incontri ed esposizioni. l festival si inserisce nel percorso di attività digitali del PG Lab, che in ottobre ha proposto anche un corso di stampa 3D. Il programma nasce anche dalle proposte presentate da giovani maker, digital fabricator, performer, coder e videomaker, chiamati a contribuire alla costruzione del festival.
FéMO 2026, dai laboratori AI al confronto sul lavoro
La prima giornata, mercoledì 4 novembre, si apre al PG Lab con «AI da ricamare», un laboratorio che accompagna i partecipanti dalla creazione di un’immagine alla sua preparazione per il ricamo. Giovedì 5 novembre spazio invece agli studenti delle scuole padovane con «Nuovi artigiani digitali»: sono attesi 120 ragazzi, distribuiti in due turni, per conoscere professionisti che lavorano tra tecnologia e creatività.
Nello stesso giorno, al Centro culturale Altinate San Gaetano, sarà visitabile «Progetto Medea», videoinstallazione immersiva di Iago Riet che rilegge la tragedia di Euripide attraverso cinque schermi e linguaggi diversi, dal teatro al cinema. In serata, alle 21, il Cinema Rex ospiterà la rassegna di cortometraggi «Cortocorrente – Storie brevi dal presente».
Venerdì 6 novembre il programma propone un laboratorio sulla realizzazione di un cortometraggio con l’intelligenza artificiale e, alle 20.30, alla Fornace Carotta, l’incontro «L’AI non potrebbe mai…». Sul palco ci saranno Edoardo Zaggia, Alberto Sacco, autori di Katia Podcast, ed Enrica Zaggia, illustratrice, per discutere con ironia delle produzioni realizzate con l’AI.
Sabato 7 novembre l’attenzione si sposta anche sul lavoro. Tra gli appuntamenti figura «Se l’AI fa il lavoro dei junior, chi saranno i senior di domani?», confronto curato da Alessandro Pittoni e Marco Vadori sulle trasformazioni delle professioni e sulle competenze richieste alle nuove generazioni. La giornata comprende inoltre laboratori dedicati alle immagini in movimento e alla creazione musicale con strumenti di intelligenza artificiale.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti
La partecipazione alle attività è gratuita. Per i workshop e per alcuni eventi, tuttavia, è necessario prenotare in anticipo: i posti sono limitati. Fa eccezione l’installazione «Progetto Medea», visitabile gratuitamente e senza prenotazione durante i giorni del festival. Il calendario completo e i moduli per iscriversi sono disponibili sul sito di Progetto Giovani.
