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Il Betting online nel 2026: numeri da record e nuove regole in Italia

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Il settore delle scommesse online si sta espandendo anno dopo anno, sia a livello internazionale, sia locale. Le stime indicano un valore globale del comparto pari a 120 miliardi di dollari, mentre in Italia il gioco a distanza cresce con il sostegno di una nuova cornice normativa voluta dall’ADM.

I numeri del mercato globale e italiano

A livello mondiale, il betting online ha raggiunto un valore complessivo di 120 miliardi di dollari. Il segmento delle scommesse sportive da solo arriva a 49,74 miliardi di dollari, e le previsioni indicano un salto a 92,49 miliardi entro il 2031. Il calcio resta la disciplina più seguita dagli appassionati, e rappresenta il 48% di tutte le giocate effettuate. Contribuisce al successo di questo settore anche il pacchetto di offerte proposto dai vari operatori, che include quasi sempre il bonus senza deposito, oltre al classico bonus sul primo deposito.

In Italia il Gross Gaming Revenue del gioco digitale, ovvero il margine lordo generato dagli operatori, si avvicina a 6,1 miliardi di euro. All’interno del comparto a distanza, l’iGaming copre invece oltre il 45% del totale. Le scommesse sportive, dal canto loro, mostrano un’accelerazione evidente. Nel mese di giugno 2026 la spesa per questa categoria ha toccato i 120,3 milioni di euro, con una crescita del 30,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tra i fattori che hanno spinto questo risultato rientrano i Mondiali di calcio, che hanno aumentato l’interesse verso gli eventi sportivi.

La Riforma ADM e il nuovo assetto delle concessioni

Il quadro italiano è stato ridefinito dai decreti attuativi della Riforma ADM, entrata in vigore a ridosso del 2026. Il provvedimento ha modificato in profondità i requisiti economici e organizzativi richiesti a chi vuole entrare nel settore del gioco a distanza nel Belpaese. Per ottenere una concessione GAD, la licenza dedicata al gioco online, un operatore deve ora versare una quota una tantum di 7 milioni di euro. A questo importo si somma un canone annuale pari al 3% del margine netto, che rende l’impegno finanziario continuativo e non limitato al momento dell’ingresso nel mercato.

Un secondo intervento ha riguardato i domini utilizzati dagli operatori. La riforma ha fissato il limite di un solo dominio ufficiale per ciascuna licenza. Questa scelta ha portato alla chiusura immediata di circa 350 siti secondari, noti come skin, che in precedenza permettevano ad un singolo concessionario di presentarsi sotto marchi differenti. L’obiettivo dichiarato consiste nel garantire maggiore trasparenza, e nel rendere più semplice per gli utenti riconoscere chi gestisce davvero il servizio.

Identità digitale e accesso al conto di gioco

La terza novità riguarda le modalità di registrazione. Si è oramai consolidata l’integrazione dello SPID e della CIE, rispettivamente il Sistema Pubblico di Identità Digitale e la Carta d’Identità Elettronica, nel processo di apertura del conto gioco. In diversi casi l’uso di questi strumenti risulta obbligatorio, in altri è preferenziale, ma l’effetto pratico resta simile. La verifica dell’identità avviene in tempi rapidissimi, e con un livello di affidabilità superiore rispetto ai controlli tradizionali basati sull’invio dei documenti.

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