Dolci di San Martino e piatti d’oca tornano nella rassegna promossa da APPE con la Provincia di Padova. Per la 23ª edizione aderiscono 27 ristoranti e trattorie e 30 pasticcerie: le proposte attraversano novembre, con i cavalli di pasta frolla nei giorni vicini alla festa dell’11.
Dolci di San Martino e oca, la 23ª edizione nel Padovano
Novembre riporta sulle tavole padovane l’oca e i Dolci di San Martino. La rassegna gastronomica promossa da APPE, in collaborazione con la Provincia di Padova e con il patrocinio della Regione Veneto, arriva alla 23ª edizione. La presentazione si è svolta il 2 novembre nella sede della Provincia.
Secondo il comunicato dell’associazione, partecipano 27 ristoranti e trattorie e 30 pasticcerie. I primi proporranno preparazioni a base d’oca durante il mese; le seconde concentreranno le proprie interpretazioni del tradizionale cavallo di pasta frolla nei giorni a ridosso dell’11 novembre.
Dai bigoli alle interpretazioni contemporanee
Il programma riunisce ricette tradizionali e rivisitazioni. Fra le proposte citate da APPE compaiono i bigoli al ragù d’oca, la coscia cotta a bassa temperatura, la pizza con sfilacci in doppia cottura e l’hamburger d’oca. Le preparazioni variano quindi dagli antipasti ai primi e ai secondi, lasciando spazio alle scelte delle singole cucine.
Il portale GustarePadova raccoglie i locali dedicati alle proposte d’oca e una sezione per i dolci della ricorrenza. Il cavallo, realizzato in frolla, viene decorato con glassa, cioccolato e confetti, secondo le interpretazioni dei pasticceri.
La rete dei pubblici esercizi e le tradizioni locali
La presidente APPE Federica Luni presenta la manifestazione come un lavoro di rete fra ristoratori, pasticceri e istituzioni. L’obiettivo indicato è mantenere vive ricette e usanze, farle conoscere ai visitatori e sostenere il ruolo delle attività del territorio.
Alla presentazione sono intervenuti anche Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato alla promozione delle eccellenze e al turismo, e l’assessore regionale Filippo Giacinti. Entrambi hanno richiamato il rapporto fra gastronomia e valorizzazione del territorio. La rassegna lega così il calendario autunnale alla cucina locale, attraverso due simboli della festa che coinvolgono attività diverse della provincia.
