Sulla caccia alla lepre il M5S chiede di ampliare le misure contro la mixomatosi. Flavio Baldan e la biologa Paola Peresin propongono due stagioni di stop e censimenti omogenei. La Regione ha già sospeso il prelievo in dodici ATC e un Comprensorio alpino, vietando i ripopolamenti in tutto il Veneto.
Caccia alla lepre, la richiesta del M5S e le misure in vigore
Estendere a tutto il Veneto lo stop alla caccia alla lepre e prolungarlo per almeno due stagioni venatorie. È la richiesta annunciata il 3 novembre dal capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan, che riferisce di avere depositato un’interrogazione sulla risposta alla mixomatosi. La nota è firmata insieme alla biologa Paola Peresin.
Secondo i due firmatari, il periodo di sospensione previsto dalla Regione non basta per valutare la consistenza delle popolazioni. Baldan chiede censimenti in ciascun Ambito territoriale di caccia, prima di programmare i futuri abbattimenti, ed estende la proposta di stop anche ai ripopolamenti.
Il quadro regionale
Il provvedimento regionale annunciato il 30 ottobre distingue due misure. Il decreto del presidente sospende il prelievo venatorio della lepre comune dal 31 ottobre al 30 novembre 2026 in dodici ATC e nel Comprensorio alpino TV14. Fra gli ambiti interessati figura PD04.
Il divieto di cattura, trasferimento e immissione di lepri per ripopolamento riguarda invece tutto il territorio veneto, anche per gli animali provenienti dall’estero. Questa seconda misura resta valida fino a diversa disposizione regionale, sulla base dell’evoluzione epidemiologica. Non coincide quindi, per estensione e durata, con la sospensione venatoria localizzata.
Due censimenti all’anno per ogni ambito
Peresin considera comprensibile il ricorso immediato alle misure emergenziali, ma sostiene che servano dati per stabilire quanto la malattia abbia ridotto le popolazioni e quando possa riprendere il prelievo. Baldan propone due censimenti annuali, in primavera e in autunno, con metodi e periodi costanti.
Il consigliere chiede che i piani futuri tengano conto dell’incremento della popolazione e della mortalità invernale per ciascun ATC, senza trasferire automaticamente dati da territori confinanti o da anni precedenti. Invoca inoltre monitoraggi dettagliati e il coinvolgimento di ISPRA nella pianificazione. Si tratta delle richieste formulate nell’interrogazione: lo stop biennale generalizzato non risulta disposto dalle misure regionali citate.
