Il greenwashing nel turismo finisce al centro del dibattito sulle nuove regole europee: Giancarlo Reverenna, presidente di Fiavet Confcommercio Veneto e Padova, è intervenuto a un convegno in Toscana sulle certificazioni ambientali e sulle dichiarazioni ecologiche ingannevoli.
Un albergo può definirsi sostenibile sul proprio sito, ma quali elementi dimostrano che lo sia davvero? È la questione al centro del greenwashing nel turismo, fenomeno che coinvolge un settore sempre più attento a presentare la propria offerta come rispettosa dell’ambiente. Dalle parole occorre però passare ai fatti: le dichiarazioni ecologiche devono essere verificabili e non limitarsi a costruire un’immagine positiva della struttura.
Il tema è stato affrontato il 30 ottobre a Villa Petriolo, a Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, durante il convegno «Dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità certificata», promosso da Equiplanet. Tra i partecipanti anche Giancarlo Reverenna, presidente di Fiavet Confcommercio Veneto e Padova e vicepresidente nazionale della federazione, intervenuto nella tavola rotonda dedicata alle filiere sostenibili, con particolare attenzione a moda, agroalimentare e turismo.
Greenwashing nel turismo: cosa cambia con le nuove regole
La discussione arriva in una fase di cambiamento normativo. Dal 27 settembre 2026 si applicano le nuove disposizioni europee contro le pratiche commerciali ingannevoli, recepite in Italia con il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Una dichiarazione ambientale generica può essere considerata ingannevole quando l’impresa non è in grado di dimostrare l’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali a cui fa riferimento. Non significa che ogni utilizzo di parole come «verde» o «eco» sia automaticamente vietato: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy chiarisce che la valutazione avviene caso per caso.
Per Reverenna, la sostenibilità certificata rappresenta soprattutto un elemento di fiducia. «Non è soltanto garanzia di trasparenza, ma strumento di fiducia e competitività», ha osservato, richiamando anche il rischio di un turismo concentrato sulle destinazioni da fotografare, senza rispettarne gli equilibri.
Fiavet Confcommercio punta quindi ad accompagnare agenzie di viaggio e tour operator in percorsi di certificazione, con l’obiettivo di migliorare l’offerta e tutelare il cliente finale.
Una questione che riguarda anche il Padovano, dove la nuova domanda di turismo sostenibile è già entrata tra le direttrici di sviluppo del territorio.
La differenza, per chi prenota una vacanza, non dovrebbe essere soltanto nel colore di un logo o nelle parole di una brochure. Dovrebbe stare in ciò che una struttura è davvero in grado di dimostrare, prima ancora che il turista varchi la sua porta.
