La moda sostenibile passa anche dall’organizzazione delle filiere e dalle competenze delle persone. La prima giornata del Venice Sustainable Fashion Forum, alla Fondazione Giorgio Cini, ha riunito imprese ed esperti su responsabilità produttiva, formazione e innovazione. I lavori proseguono il 6 novembre.
La moda sostenibile tra responsabilità e competitività
Filiere responsabili, capitale umano e innovazione sono stati i temi della prima giornata del Venice Sustainable Fashion Forum, aperto il 5 novembre alla Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. La quinta edizione, intitolata “Shaping Tomorrow” e promossa da Confindustria Moda e Confindustria Veneto Est, prosegue il 6 novembre. Il resoconto diffuso dagli organizzatori descrive un confronto sulla competitività del settore, fra trasformazioni dei mercati e cambiamenti nell’organizzazione della produzione.
Le regole lungo la filiera
Una parte dei lavori ha affrontato l’integrità delle catene di fornitura, con gli interventi del pubblico ministero di Milano Paolo Storari e dell’avvocato Maurizio Bortolotto. Il tema è quello delle responsabilità e degli strumenti di controllo nei rapporti fra marchi e fornitori. Il presidente di Confindustria Moda Sburlati ha richiamato la necessità di responsabilità chiare, controlli e strumenti condivisi, insieme a una politica industriale capace di guardare al lungo periodo. Il confronto sulle regole è stato inserito nel quadro più ampio della tenuta del sistema produttivo.
Formazione e collaborazione fra imprese
Il capitale umano è stato al centro di un’altra sessione, dedicata a formazione, integrazione della forza lavoro e competenze. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti di UNIDO, Pellemoda, Umana e della rete innovativa regionale Face Design. La presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron ha indicato nella collaborazione fra marchi e fornitori una condizione per rafforzare il settore, affiancandola al sostegno a ricerca, innovazione, intelligenza artificiale e formazione.
Nel programma del Venice Sustainable Fashion Forum trovano spazio anche circolarità e resilienza industriale. La giornata ha ospitato la presentazione dello studio “Just Fashion Transition 2026” di TEHA, illustrato da Carlo Cici, e confronti paralleli sulle tecnologie. La moda sostenibile viene così discussa come questione che riguarda insieme processi produttivi, persone e rapporti fra imprese: la disponibilità di nuove soluzioni deve confrontarsi con la capacità delle aziende di adottarle e integrarle nelle proprie attività.
