L’installazione di Aliteia alla Loggia dei Cavalieri di Treviso unisce luce, poesia e suoni: il passaggio del pubblico attiva le voci dei ragazzi. “We Are Our Spoiler”, inaugurata il 4 novembre, conclude un percorso di quattro opere nel centro storico. L’accesso è libero fino al 9 novembre 2026.
L’installazione di Aliteia e le voci delle nuove generazioni
Una struttura luminosa a forma di arco-capanna invita ad attraversare la Loggia dei Cavalieri di Treviso. Sopra, la scritta “We Are Our Spoiler”; al passaggio delle persone, una composizione sonora intreccia poesia, voci dei ragazzi e suoni della città e della natura. È la quarta e ultima installazione del progetto urbano di Aliteia, nome d’arte di Alice Babolin, inaugurata il 4 novembre e visitabile liberamente fino al 9 novembre 2026.
Gli studenti dentro l’opera
Secondo il comunicato dell’ufficio stampa dell’artista, la poesia è stata scritta e interpretata dai ragazzi coinvolti nel percorso. Hanno partecipato l’Istituto Riccati-Luzzati, il Liceo Duca degli Abruzzi ed Engim Veneto Turazza. Le loro voci entrano nella base musicale composta con i suoni dell’ambiente trevigiano, mentre il movimento dei visitatori diventa il gesto che attiva l’esperienza.
L’opera non si esaurisce quindi nella visione della struttura. Il pubblico attraversa una soglia e modifica il paesaggio sonoro del luogo. Anche le arcate della Loggia entrano nel progetto: la forma dell’intervento ne richiama la successione, mettendo in relazione l’architettura storica con il linguaggio luminoso contemporaneo.
Quattro tappe nel centro storico
Curato da Valentina Tomio e Alisia Viola, il percorso comprende altre tre installazioni: “Close Your Eyes to See Flowers” alla Pescheria, “Don’t Trust the Surface” al Ponte dei Buranelli e “I’m Not Perfect, I’m a Person” in Calmaggiore, verso piazza dei Signori. La nuova opera alla Loggia completa così un itinerario fra acqua, edifici e spazi attraversati quotidianamente.
La ricerca di Aliteia porta nella scala urbana la propria scrittura disgrafica, con un tratto irregolare che resta riconoscibile anche nelle installazioni luminose. Il lavoro dell’artista attraversa fotografia, scultura, performance, scrittura e pittura, interrogando fragilità, differenze e autodeterminazione.
Nel titolo “We Are Our Spoiler” il finale anticipato di una storia diventa un’immagine collettiva: il futuro può essere costruito attraverso la partecipazione. Alla Loggia questa idea assume una forma concreta, perché l’intervento dei visitatori e le parole degli studenti fanno parte del funzionamento dell’opera.
