Il CAI Veneto esprime contrarietà al primo Rally Colli Euganei, previsto il 21 e 22 novembre, e chiede alle istituzioni di verificarne la compatibilità con la tutela del Parco. Il presidente Francesco Abbruscato sollecita una visione di lungo periodo e la pubblicazione delle valutazioni effettuate.
CAI Veneto: prima la tutela dei Colli Euganei
Il CAI Veneto si schiera contro il primo Rally Colli Euganei, in programma il 21 e 22 novembre. Nella presa di posizione diffusa il 6 novembre, il Gruppo regionale del Club Alpino Italiano invita le istituzioni competenti a verificare con attenzione la compatibilità della manifestazione con le esigenze di conservazione dell’area protetta.
L’associazione sostiene che il tracciato si sviluppi interamente nel Parco regionale e richiama il riconoscimento dei Colli come Riserva della Biosfera nel programma MAB UNESCO. Su questa base chiede che la protezione degli ecosistemi, della biodiversità e del paesaggio costituisca il presupposto delle decisioni, anche quando sono in gioco promozione turistica e opportunità economiche.
La posizione di Abbruscato
Il presidente regionale Francesco Abbruscato riconosce il valore delle iniziative sportive, ma ritiene necessario misurarle sulla vocazione dei luoghi attraversati. Per il CAI, attività e territorio devono essere valutati insieme: la valorizzazione non può prescindere dalla tutela del patrimonio naturale e culturale da trasmettere alle generazioni successive.
La prospettiva indicata è quella di un turismo lento e consapevole, capace di coinvolgere le comunità locali rispettando gli equilibri ambientali. Il Club ricorda inoltre la propria presenza nella Consulta del Parco e il lavoro della Sezione di Padova nella manutenzione dei sentieri e della segnaletica.
La richiesta alle istituzioni
Il CAI Veneto chiede che siano rese pubbliche le valutazioni sulla sostenibilità della gara e le ragioni delle decisioni assunte. La contrarietà riguarda la configurazione prospettata della manifestazione; la nota sollecita un esame della sua compatibilità con le finalità del Parco.
La nuova posizione si inserisce nel confronto aperto dalla richiesta di Cristina Guarda sulla valutazione d’incidenza. Il comunicato del CAI esprime una valutazione dell’associazione e una richiesta di trasparenza: non documenta da solo l’esito delle autorizzazioni o dell’istruttoria relativa alla gara.
