Gli affitti a Padova mostrano una forbice crescente tra mercato libero e canone concordato. Secondo l’analisi di Uppi, dal 2019 il libero è salito del 43%, mentre i valori agevolati non sono stati aggiornati. La conseguenza indicata è una minore offerta per famiglie, studenti e lavoratori.
Affitti a Padova: i dati presentati da Uppi
Il mercato delle locazioni padovano mostra una distanza crescente tra contratti liberi e canoni concordati. L’analisi dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari riguarda il periodo compreso tra ottobre 2019 e luglio 2026 e mette a confronto l’andamento delle due formule.
Il mercato libero cresce del 43%
Secondo quanto riportato da PadovaOggi nell’articolo dedicato all’analisi di Uppi, i canoni sul mercato libero sarebbero aumentati del 43% rispetto al 2019. Il dato viene attribuito alla forte domanda e all’inflazione accumulata negli ultimi anni.
Il canone concordato, invece, utilizza ancora i valori stabiliti nell’accordo territoriale dell’ottobre 2019. L’intesa rinnovata nel febbraio 2023 avrebbe confermato quelle tabelle, compreso il possibile incremento del 30% per gli immobili arredati.
Uppi richiama anche l’aumento del 23,8% dell’indice dei prezzi al consumo nel periodo considerato. Sono numeri e valutazioni dell’associazione dei proprietari, che andrebbero confrontati nel futuro aggiornamento dell’accordo con le posizioni delle organizzazioni degli inquilini.
Agevolazioni fiscali e offerta di case
I contratti concordati mantengono vantaggi fiscali: cedolare secca al 10%, contro il 21% del libero, e riduzione dell’Imu del 25%. Per Uppi, tuttavia, la forbice dei prezzi sarebbe ormai così ampia da rendere meno conveniente questa formula per una parte dei proprietari.
L’associazione collega il fenomeno allo spostamento di alcuni immobili verso il mercato libero, le locazioni transitorie o gli affitti brevi. La conseguenza sarebbe una disponibilità più limitata di appartamenti stabili per famiglie con redditi medio-bassi, studenti e lavoratori fuori sede.
La richiesta di un nuovo accordo
Le associazioni dei proprietari chiedono un aggiornamento economico dell’accordo territoriale. Dal lato degli inquilini, secondo la ricostruzione giornalistica, finora non è arrivata un’intesa sulla revisione. Il tema riguarda quindi non solo i rendimenti, ma anche l’accessibilità degli alloggi e la capacità di riportare case sul mercato concordato.
Il confronto si inserisce in una difficoltà già emersa negli anni, come mostra il precedente approfondimento sulla scarsità di alloggi per studenti e sui prezzi delle locazioni.
