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Amiata Music Festival: chiusura in grande stile al Forum Bertarelli. Chalmers: “Pronti a crescere nel 2027”

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(Adnkronos) – Tra le note di Mozart, Brahms e le atmosfere contemporanee di Nicola Campogrande, si è conclusa, al Forum Fondazione Bertarelli, la stagione inaugurale dell’Amiata Music Festival guidata da Nicholas Chalmers. La manifestazione ha saputo affermarsi come un originale laboratorio musicale, dedicato ai giovani talenti e alla grande musica internazionale, coniugando eccellenza artistica e formazione. A suggellare il cartellone è stato un concerto di grande impatto, che ha visto protagonista il Trio Concept, formato da Lorenzo Nguyen al pianoforte, Edoardo Grieco al violino e Francesco Massimino al violoncello, tre ragazzi torinesi, affiancati per l’occasione dalla celebre violista Hélène Clément. Un programma raffinato, capace di attraversare epoche e linguaggi, facendo dialogare la grande tradizione cameristica europea con le sonorità della contemporaneità e dei suoni urbani.  

La serata ha proposto pagine di Mozart e Brahms, affiancate da Urban Gardens (2012) del compositore italiano Nicola Campogrande, presente in sala e che ha raccolto gli applausi del folto pubblico nell’Auditorium, insieme agli artisti. Un’opera che invita l’ascoltatore a un’immersione nella contemporaneità urbana, dove i suoni si intrecciano con il tessuto della vita moderna, muovendosi con naturalezza tra suggestioni provenienti dal pop, dal jazz e dalla musica classica.  

L’appuntamento conclusivo ha rappresentato anche la sintesi della filosofia che ha animato il Festival. Più che una semplice rassegna concertistica, l’Amiata Music Festival si configura come un percorso di crescita artistica, pensato per offrire ai musicisti emergenti il supporto necessario per sperimentare e perfezionare il proprio lavoro. Un principio fortemente sostenuto dal direttore del Festival che ha posto al centro della prima edizione il tema della formazione e della residenza artistica.  

Accanto al percorso sviluppato con il Trio Concept, il programma 2026 ha infatti ospitato anche una serie di masterclass guidate da figure di riferimento della scena internazionale come la star della lirica Joyce DiDonato e il celebre trio d’archi Time For Three. Occasioni importanti durante le quali giovani cantanti hanno potuto approfondire le proprie capacità interpretative negli spazi del Forum Fondazione Bertarelli. Particolare attenzione è stata riservata anche alla formazione del pubblico di domani, grazie alle agevolazioni sui biglietti dedicate agli spettatori under 25, nella convinzione che la diffusione della musica passi necessariamente dal coinvolgimento delle nuove generazioni.  

Al termine della stagione, il bilancio tracciato da Chalmers è decisamente positivo. “Sono molto soddisfatto di questa prima edizione”, ha dichiarato il direttore artistico, anticipando già gli sviluppi futuri del festival. L’obiettivo è infatti “quello di ampliare il programma portando i concerti da 10 a 14, con una stagione 2027 che prenderà il via nel mese di giugno per concludersi in ottobre. Tra le novità allo studio vi è inoltre la possibilità di affiancare alle attività formative anche delle masterclass aperte al pubblico”. Con una proposta che unisce grandi interpreti e giovani talenti, l’Amiata Music Festival chiude con successo e guarda già al futuro, forte di una visione che punta a fare del territorio amiatino un luogo sempre più vivo e riconosciuto per la produzione e la diffusione della musica di qualità. 

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