Anna Bettella dice la sua sulle ronde

 

Riceviamo e pubblichiamo:
Visti i recenti avvenimenti, è lecito chiedersi quale sia il contributo che queste “pattuglie di cittadini “ possano dare per rendere più sicura questa città. Se l’obiettivo è quello di aiutare le forze dell’ordine “insufficienti” a presidiare il territorio, non si comprendono gli scontri tra vari “comitati” che si incrociano per le vie cittadine, come fosse una lotta tra bande per la conquista del territorio.
Non si comprende perché ci siano le ronde leghiste, quelle di destra, quelle di sinistra, quelle dei comitati e così via e non si capisce come l’Amministrazione Comunale, prima le abbia “consacrate” per poi prenderne le distanze appena 48 ore dopo alla luce degli accadimenti che ancora una volta hanno portato Padova alla ribalta nazionale e non certo in termini positivi.
Crediamo che la questione sicurezza in questa città stia prendendo una piega pericolosa e stia diventano rischiosamente oggetto di propaganda partitica, il cui obiettivo sembra non essere più quello di rendere più sicura la città, ma far vedere ai cittadini chi è il più bravo, il più attivo, il più credibile con il solo intento di acquisire consenso elettorale, strumentalizzando la sensazione di insicurezza che oggettivamente attraversa Padova. Le “ronde” dovrebbero fare quello che ognuno di noi potrebbe e dovrebbe fare: ovvero praticare l’educazione civica, cioè il rispetto e la  tutela della cosa pubblica, con la consapevolezza che ciò che è pubblico è di tutti noi e che dobbiamo difenderlo con convinzione. Certo, i governi locali e nazionali non favoriscono questo sentimento quando uccidono la partecipazione e trattano i cittadini come sudditi e quindi questo senso di disinteresse diffuso è frutto anche di questa politica scellerata che ha allontanato i cittadini dalla politica ma soprattutto dai politici in realtà, che non rispondono più agli elettori, ma alle segreterie di partito che garantiscono loro i posto di potere. La sicurezza è una cosa seria e va garantita in modo serio e istituzionale e quindi Sindaco, Questore e Prefetto devono aumentare gli sforzi ed attuare un più intenso piano sinergico tra le forze di Polizia che possa permettere un migliore controllo del territorio.
La sicurezza va anche garantita combattendo la desertificazione del centro e delle periferie, con piani commerciali che vedono negozi e pubblici esercizi aperti, anche in tarda serata, con un trasporto pubblico che non cessi alle 20 impedendo a molti cittadini ogni possibile mobilità, organizzando iniziative e manifestazioni in tutta la città e non sole concentrazioni d’élite (vedi il San Gaetano con iniziative pubbliche che registrano spesso presenze ridicole con costi di gestione elevatissimi). Non lasciamoci ingabbiare dal qualunquismo che serpeggia pericoloso in questi difficili momenti: non è certamente con il proibizionismo diffuso ed inefficace che si risolvono i problemi, perché si sa bene che i troppi divieti sono solo il sintomo di una reale incapacità di governo.

Anna Bettella canditata sindaco per Padova città libera