Biologico in viticoltura: se ne parla giovedì a Villa Vescovi di Torreglia

 

 La svolta biologica in viticoltura è ormai una realtà anche in Veneto.Lo conferma Coldiretti sulla base dei dati Sinab in riferimento alle previsioni vendemmiali di quest’anno: al crollo generale della produzione di vino in Italia tiene soprattutto quello biologico grazie all’aumento esplosivo del 23,8% delle vigne “al naturale” nel 2016. Con oltre 103mila ettari coltivati l’ltalia – sottolinea la Coldiretti – conquista la leadership mondiale per incidenza delle vigne bio sul totale per effetto di una crescita vertiginosa spinta dall’aumento straordinario della domanda con le vendite interne che  sono state pari a 275 milioni di euro (+34%) e le esportazioni che hanno raggiunto i 192 milioni di euro (+ 40%) nel 2016, secondo Nomisma. Si tratta – sostiene la Coldiretti – di un altro capitolo della decisa svolta qualitativa che ha permesso al Bel Paese di cogliere le nuove opportunità che vengono dal mercato e di conquistare i vertici mondiali. Con 80mila ettari vocati a vigne il Veneto se ne aggiudica 4mila per la produzione di vino biologico pari al 29% della superficie agricola ormai convertita alla coltivazioni alternative. C’è spazio dunque per una viticoltura sostenibile che risponda alle esigenze dei consumatori, che combini le richieste commerciali, che orienti i produttori ad investire ancora di più sulla bellezza del paesaggio, sulla tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei territori.

Se per effetto delle condizioni climatiche anomale quest’anno, complessivamente, la vendemmia potrebbe essere al minimo storico nazionale degli ultimi 50 anni, vola la domanda del vino Made in Italy nel mondo che per effetto di un aumento del 6% in valore nei primi cinque mesi dell’anno fa registrare il record storico rispetto allo scorso anno quanto erano stati raggiunti su base annuale i 5,6 miliardi di euro.

La vendemmia del 2017, che per effetto del caldo e della siccità si classifica anche – sottolinea la consulta vitivinicola di Coldiretti Veneto riunitasi recentemente per valutare le prospettive enologiche del Nord Est – come la più precoce dell’ultimo decennio con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno, è dunque in forte calo per il bizzarro andamento climatico con un inverno asciutto e più mite, un precoce germogliamento della vite che ha favorito danni da gelate tardive, ma anche siccità persistente e episodi localizzati di grandinate.

Di nuove tendenze, di programmazione ed equilibri naturali se ne parlerà al convegno organizzato da Coldiretti GIOVEDI 19 OTTOBRE 2017 ALLE ORE 9.00 in VILLA DEI VESCOVI A TORREGLIA in provincia di Padova. Sono stati invitati imprenditori agricoli, responsabili dei consorzi di tutela, referenti delle cantine, professori universitari, nonché politici regionali. Interverranno quali relatori: Vasco Boatto Professore di Economia dell’Università di Padova, Agostino Brunelli Docente del Dipartimento Scienze Agraria Ateneo di Bologna e il Dr. Raffaele Testolin fondatore dell’Istituto di Genomica Applicata di Udine. Saranno loro i protagonisti della prima parte scientifica del seminario, a seguire Stefano Masini Responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti coordinerà il dibattito tra Armando Branchini esperto di Economia Simbolica della Bocconi, Rossella Muroni Presidente di Legambiente, Albino Armani Presidente del Consorzio vini Delle Venezie, Samuele Trestini docente di Estimo Rurale ed Ettore Nicoletto AD di Santa Margherita Gruppo Vinicolo.

Saranno presenti inoltre, Pietro Piccioni e Martino Cerantola, rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti Veneto per un saluto iniziale e Giuseppe Pan Assessore all’agricoltura per le conclusioni.