Antonio Calabro analizza il 3-1 subito allo Zini: per il tecnico i primi cinque minuti hanno compromesso la gara. Calabro dopo Cremonese evita alibi, riconosce superficialità e contrasti persi, salva la reazione ordinata della squadra e indica nel lavoro sugli errori la strada per ripartire.
Calabro dopo Cremonese
Il tecnico del Padova parte senza attenuanti. Nella conferenza stampa ufficiale dopo Cremonese-Padova, Antonio Calabro indica nell’avvio l’origine del 3-1: due reti concesse nei primi cinque minuti, nate da palloni gestiti con superficialità e contrasti affrontati senza la necessaria decisione.
Nessun alibi per l’approccio
Calabro spiega che la settimana non aveva offerto segnali di scarsa concentrazione. Tensione e cattiveria agonistica gli erano sembrate adeguate prima del fischio d’inizio. Proprio per questo l’approccio allo Zini lo ha sorpreso. Il tecnico non cerca però giustificazioni: la squadra deve guardare gli errori e comprenderne le cause.
Dopo lo 0-2 immediato, il Padova ha scelto di restare compatto. Secondo l’allenatore, aprirsi troppo avrebbe potuto trasformare la sconfitta in un passivo più pesante. I biancoscudati hanno faticato a utilizzare l’ampiezza contro la difesa a quattro della Cremonese, ma quando hanno spostato rapidamente il gioco sono riusciti a costruire la rete di Pompetti.
La reazione e il lavoro da fare
Nella ripresa il Padova ha alzato il baricentro, concedendo inevitabilmente qualche ripartenza. Il terzo gol è arrivato mentre erano pronti i cambi. Calabro ha apprezzato l’impatto di Varas, Di Mariano e Capelli, entrati con energia e capaci di dare maggiore presenza sulle corsie esterne.
La nota positiva, per il tecnico, è l’ordine conservato anche nel tentativo di riaprire la partita. Inserire un terzo attaccante per vie centrali non avrebbe garantito vantaggi: l’obiettivo era creare spazi sugli esterni per accompagnare gli inserimenti di Varas e Pompetti.
Il giudizio completa la cronaca di Cremonese-Padova 3-1, già dedicata a risultato e marcatori. Ora l’attenzione si sposta sull’analisi interna: Calabro chiede alla squadra di fare tesoro del passo falso, correggere la superficialità iniziale e proseguire il percorso di crescita senza perdere equilibrio.
La sconfitta resta quindi un richiamo immediato sulla qualità dell’approccio, più che una bocciatura complessiva. Il Padova dovrà ritrovare aggressività fin dal primo pallone e trasformare la lucidità mostrata dopo lo shock in continuità per le prossime giornate di campionato.
