La Guardia di Finanza di Padova annuncia il sequestro di 12 chili di marijuana contenente cannabinoidi sintetici, arrivata dalla Repubblica Ceca. Denunciato il destinatario, residente nel basso Padovano. L’indagine è preliminare: l’uomo deve presumersi non colpevole fino a una condanna definitiva.
Il sequestro e le analisi sui cannabinoidi sintetici
Un pacco proveniente dalla Repubblica Ceca conteneva 12 chili di marijuana adulterata con cannabinoidi sintetici. Lo comunica il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Padova in una nota del 4 novembre. Nell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, è stato denunciato il destinatario della spedizione, un uomo residente nel basso Padovano.
Il controllo è partito da una società di spedizioni. Durante la verifica di plichi provenienti dall’estero, le unità cinofile hanno segnalato un pacco sospetto. L’apertura, autorizzata dall’autorità giudiziaria padovana, ha consentito ai militari di individuare il carico di marijuana.
La consegna controllata e la perquisizione
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i finanzieri hanno quindi effettuato una consegna controllata, lasciando che la spedizione arrivasse al destinatario. Dopo il riconoscimento e il ritiro del pacco, l’uomo è stato sottoposto a perquisizione.
Nell’abitazione sono stati sequestrati anche 155 grammi di hashish, altri 85 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e un’agenda manoscritta con annotazioni di scambi di denaro. Si tratta di elementi che, nell’ipotesi accusatoria, sarebbero riconducibili all’attività di spaccio: la loro rilevanza resta oggetto degli accertamenti.
Il basso THC e gli esami successivi
Le prime analisi avevano rilevato un basso contenuto di THC, il principale componente psicoattivo della cannabis. Gli approfondimenti eseguiti dal Laboratorio di Tossicologia forense di Padova hanno però individuato, riferisce il Comando, la presenza di MDMB-4en-PINACA, appartenente alla classe dei cannabinoidi sintetici ad elevata potenza.
La Guardia di Finanza richiama così l’attenzione sull’impiego di basi vegetali per veicolare sostanze sintetiche non dichiarate: il solo basso valore di THC, evidenzia la nota, non descrive necessariamente la composizione del prodotto sequestrato.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. La denuncia non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità e l’indagato deve presumersi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
