Cenone di Natale a Padova low cost con l’Appe e GustarePadova

 

La recente stangata dell’IMU sicuramente ha contribuito a “deprimere” i consumi, ma l’indagine dell’Ufficio Studi dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova rileva che i consumatori sono poco propensi a ridurre le spese per la convivialità a tavola per Natale, preferendo rinunciare a qualche regalo ad amici e parenti o tagliando sulla “settimana bianca”.
«Il ristorante consente di vivere la festa – commenta il Presidente APPE, Erminio Alajmo – in un clima di intimità familiare molto simile a quello della propria abitazione. Siamo fiduciosi che nonostante il contesto di difficoltà economica, aggravato dalle incertezze politiche, i clienti scelgano, seppur all’ultimo momento, come avvalorato dal trend delle prenotazioni un po’ a rilento, di regalarsi un pranzo di Natale coi fiocchi, magari all’insegna della tradizione».

La maggioranza dei ristoranti propone, per questo importante giorno di festa, il classico menù fatto, ad esempio, di tortellini in brodo o risotti, seguiti dai bolliti con le salse (dal cren alla pearà), arrosti o spiedi di carne. Senza però disdegnare le proposte più ricercate a base di pesce. Dai menù improntati all’uso di prodotti del territorio si passa a quelli a base di ingredienti fantasiosi che richiamano alla mente altre non meno invitanti tradizioni di altri Paesi. E come degna conclusione il dolce: perde fascino il classico panettone, che molti ristoratori rielaborano per renderlo più sfizioso.

L’APPE offre, grazie al sito www.gustarepadova.it, una ricca panoramica enogastronomica di qualità che permette ai padovani ed ai turisti di “assaporare” virtualmente in anticipo le specialità, in attesa di farlo più compiutamente a tavola, ottenendo informazioni dettagliate per ogni locale. Insomma niente di meglio per poter valutare e scegliere il luogo più adatto ai propri gusti, grazie all’APPE che mette a disposizione questa guida elettronica, di anno in anno sempre più consultata. Sul “portale del gusto” dell’APPE vengono visualizzate una cinquantina di offerte, corredate dalle più diverse “combinazioni” gastronomiche, molte appetitose e stuzzicanti, altre gustose e raffinate, nel maggior numero dei casi economicamente abbordabili (27/35 euro), anche se non mancano talune di fascia “top” (70-90 euro).
Da registrare che i prezzi sono assolutamente in linea con quelli dell’anno scorso: gran parte degli esercenti non ha alzato di un centesimo il costo del pranzo fuori casa. Addirittura parecchi ristoranti, consapevoli che le capacità di spesa dei consumatori sono diminuite, hanno rimodulato i menù, contenendo i prezzi, senza intaccare la qualità.

Tra i ristoratori c’è chi effettua sconti sulle prenotazioni in anticipo, ma c’è anche chi si spinge a proporre prezzi dimezzati per i ragazzi entro i dieci/dodici anni, fino ad arrivare alla gratuità se il piccolo ha meno di tre anni.
«Da parte nostra – conclude Alajmo – cerchiamo di fare del nostro meglio per far pesare il meno possibile il clima difficile ai nostri clienti. Il Natale è uno dei momenti in cui il valore del cibo assume una rilevanza maggiore rispetto ad altre situazioni».