Per le città murate del Veneto il consigliere regionale Morosin richiama uno stanziamento di 500 mila euro già previsto nel bilancio 2026. La modifica approvata dal Consiglio riguarda le modalità di contributo: la nota non annuncia assegnazioni ai singoli Comuni né nuovi fondi aggiuntivi.
Le città murate e le modalità di accesso ai contributi
Cinquecentomila euro già stanziati nel bilancio regionale 2026 e una modifica alle modalità con cui possono essere sostenuti gli interventi sul patrimonio storico. È il quadro illustrato dal consigliere regionale Morosin nella nota del 5 novembre sulle città murate del Veneto. Il passaggio riguarda il progetto di legge 128, sottoscritto anche dalla consigliera Morena Martini, la cui approvazione in Consiglio è stata annunciata dall’istituzione regionale.
Che cosa cambia nella procedura
Il testo esaminato introduce una possibilità specifica per i casi in cui le risorse destinate alla legge regionale 15 del 2003 siano stanziate per una sola annualità. In questa situazione la Giunta può concedere contributi agli enti locali proprietari delle strutture conservate, anche solo in parte, delle cinte murarie e delle fortificazioni comprese nel quadro regionale. Il rinvio procedurale è alle modalità previste dalla legge regionale sui lavori pubblici.
La comunicazione del Consiglio regionale sulla modifica colloca l’intervento nell’obiettivo di rendere utilizzabili con maggiore efficacia le risorse disponibili. Morosin presenta il provvedimento come uno sblocco dei fondi per il patrimonio storico. I 500 mila euro richiamati nella nota sono però uno stanziamento già previsto, non un nuovo finanziamento aggiuntivo.
Gli interventi e i passaggi successivi
Alla Giunta spetta definire le opere ammissibili. Il testo comprende la possibilità di intervenire sui maggiori costi di lavori già avviati, attraverso perizie e revisione dei prezzi, e su opere minori legate a sicurezza, illuminazione, decoro e valorizzazione turistica. La disposizione non prevede nuovi oneri finanziari. Si tratta quindi di una modifica al percorso di impiego delle risorse, con criteri attuativi da precisare.
La nota non indica Comuni beneficiari, singoli cantieri finanziati o importi già assegnati a ciascun ente. L’annuncio dell’approvazione consiliare va distinto dai successivi atti di attuazione e dalla concessione dei contributi. Per le città murate l’opportunità descritta riguarda dunque la tutela delle strutture storiche e il completamento degli interventi, senza che il comunicato consenta di attribuire oggi finanziamenti a un monumento specifico.
