Commissioni consiliari Padova, la riorganizzazione degli incarichi accende il confronto nell’opposizione. Davide Meneghini contesta la richiesta dell’esponente Udc, che rivendica il diritto a una vicepresidenza. Nel mezzo il presidente del Consiglio Antonio Foresta.
Non una divergenza su un programma, ma una partita sugli equilibri interni dell’opposizione. A Palazzo Moroni la riorganizzazione delle commissioni consiliari ha fatto emergere una frattura tra Davide Meneghini, capogruppo della lista Francesco Peghin Sindaco, e Luigi Tarzia, rappresentante dell’Unione di centro. Al centro del confronto c’è l’assegnazione delle vicepresidenze, dopo la modifica del regolamento del Consiglio comunale e la ridefinizione dei gruppi consiliari.
Tarzia, entrato nell’Udc dopo essere stato eletto nella lista Giordani Sindaco e successivamente transitato nel Gruppo misto, ha chiesto al presidente del Consiglio Antonio Foresta di poter esprimere una vicepresidenza di commissione, al pari degli altri gruppi di minoranza. Una richiesta che incide anche sugli incarichi attualmente ricoperti da Meneghini, vicepresidente di due commissioni, una delle quali già attribuita a Francesca Peghin. Il capogruppo Udc è già intervenuto nel confronto sulle prossime amministrative, chiedendo al centrodestra di individuare un candidato condiviso entro ottobre. Una posizione che aveva anticipato il suo intervento sul futuro della coalizione padovana
Commissioni consiliari Padova, le accuse e la replica di Foresta
Meneghini contesta il metodo e parla di «grave scorrettezza istituzionale», sostenendo che la propria lista, con quattro consiglieri, rappresenti il gruppo più numeroso dell’opposizione. Per il capogruppo, l’iniziativa di Tarzia e l’intervento della presidenza sulle dinamiche interne della minoranza costituiscono una scelta politicamente sbagliata.
La replica di Foresta non si è fatta attendere. Il presidente respinge le accuse e sostiene di aver agito per garantire la rappresentanza di tutti i gruppi, spiegando di essersi rivolto a Ubaldo Lonardi, vicepresidente del Consiglio in rappresentanza della minoranza, per correttezza istituzionale. La presidenza, del resto, ha tra le proprie competenze anche la definizione della composizione delle commissioni (le funzioni istituzionali del presidente del Consiglio comunale).
Tarzia, dal canto suo, rivendica di aver seguito tutti i passaggi previsti, richiamando un principio di rappresentanza: con una composizione dei gruppi cambiata, anche l’Udc dovrebbe poter esprimere una propria vicepresidenza. La controversia arriva a pochi mesi dal rinnovo del Consiglio comunale. E mentre la minoranza si prepara alla prossima campagna elettorale, a Palazzo Moroni il confronto sugli incarichi ha già aperto una nuova linea di divisione.
