Da ieri pomeriggio mi e’ tornata la voglia di votare (ma non so ancora per chi)

 

Ieri è stata una giornata intensa per i giornalisti padovani: la mattina c’era un vertice di presentazione dei candidati del Pdl nel Veneto. Intervista in rapida successione a Renato Brunetta, Niccolò Ghedini e Giancarlo Galan. Poi di corsa alla sede dell’Italia dei valori per sentire Antonio Di Pietro che presentava la compagine padovana schierata con Rivoluzione civile. Nel pomeriggio affollata conferenza stampa con Giorgia Meloni, Raffaele Zanon e Alberto Romano Pedrina al bar Baessato, con nemmeno il tempo per bere un aperitivo, perchè un’ora dopo c’era la conferenza stampa di Pier Luigi Bersani a palazzo Moroni prima del bagno di folla del segretario del Pd al Pala Geox. Al di là dell’attività di fare domande, sbobinare le risposte e metterle in Ansa, al di là della stanchezza per appuntamenti tanto ravvicinati, mi è rimasta una emozione, rispettosa per altro della par condicio. L’emozione me l’hanno trasmessa due candidati distanti politicamente ma animati, questa è la mia impressione del tutto personale, da una passione politica autentica. Più di Brunetta e di Galan, più di Antonio Di Pietro mi hanno convinto da un punto di vista emozionale Giorgia Meloni e Pier Luigi Bersani. Una esponente di una destra finalmente non nostalgica, che anzi si è arrabbiata quando io e il collega Claudio Baccarin del Mattino l’abbiamo punzecchiata sulle frasi di Berlusconi e Mussolini. Perchè, con una certa dose di ragione, Giorgia Meloni ha rivendicato il fatto di essere una candidata relativamente giovane (ha 35 anni), e di avere il diritto quindi di uscire dagli schemi destra/sinistra, fascismo/antifascismo. “Noi intendiamo la politica come un flusso rivolto al futuro” ha detto. E si vedeva che ci crede. A fianco aveva un politico navigato, mai chiacchierato nonostante sia stato in Regione assessore e consigliere regionale come Raffaele Zanon. Alla sua sinistra si è seduto Alberto Romano Pedrina, imprenditore che in un periodo in cui un giovane sarebbe portato all’antipolitica, ha deciso di schierarsi e correre per un partito nuovo. Non so se ce la farà Giorgia Meloni a portare avanti un programma che parla delle garanzie per tutti i lavoratori, delle difficoltà delle famiglie a fronteggiare tasse e cartelle esattoriali. Ma le faccio un in bocca al lupo. Quasi dall’altra parte dello schieramento ho trovato Pier Luigi Bersani con a fianco Flavio Zanonato e Laura Puppato. Anche qui si è parlato di diritti, di allargamento della base del consenso in una prospettiva di cambiamento vero del Paese. Anche qui ci sono politici di lungo corso, come Flavio Zanonato e nuovi esponenti che si affacciano all’agone politico, come Nona Evghenie, che ho saputo essere stata recuperata dopo le primarie, e la cosa mi ha fatto piacere. Perchè che vinca la destr, quella destra, o la sinistra, quella sinistra, forse per il Paese c’è un po’ di speranza in più. Non so tra i due chi voterò, ma da ieri pomeriggio ho una certezza per nulla scontata. Vado a votare.

Alberto Gottardo