Droga a scuola, i carabnieri “arrestano” sette minorenni a Padova

 

I carabinieri della compagnia dei carabinieri di Padova ha sgominato una banda di ragazzini che avevano organizzato una rete di spaccio di hashish e marijuana. L’operazione è scattata dopo che una madre ha trovato nella stanza del figlio un panetto di hashish da due etti. La madre ha gettato via la droga e raccontato ai carabinieri che il figlio, a causa della sparizione della droga, era oggetto di pesanti minacce da parte dei coetanei che pretendevano i soldi dello stupefacente “perso”. I carabinieri, visto anche il pericolo per l’incolumità di alcuni dei ragazzi coinvolti in un giro più grande di loro, si sono messi al lavoro pedinando alcuni dei ragazzi che facevano parte della rete di spaccio ed intercettando i telefonini dei giovani. Ne emerge un consumo in larga scala della droga, anche all’interno dei bagni di alcuni istituti scolastici, tra cui emerge il ruolo centrale dell’istituto agrario “Duca degli Abruzzi. All’alba di oggi i carabinieri del comando di Prato della Valle retto dal maresciallo Giancarlo Merli, hanno notificato a sette minorenni gli arresti domiciliari previsti dalla legge, sotto la custodia dei genitori. L’operazione è stata coordinata dalla procura dei minorenni di Venezia in collaborazione con la Procura di Padova nella persona del procuratore Sergio Dini. Durante le perquisizioni i carabinieri, che hanno provveduto all’arresto di otto maggiorenni, un romeno, un tunisino e sei italiani di cui non sono state rese note le generalità. “Si tratta di un traffico di droga pericoloso non tanto per la qualità della droga smerciata – ha spiegato il colonnello Renato Chicoli, comandante provinciale dei carabinieri di Padova – o per la quantità, ma per le caratteristiche dei consumatori: minorenni che frequentano le scuole superiori della città. Fondamentale, come spesso accade in questi casi, si è rivelata la collaborazione dei genitori degli studenti”.