L’atleta padovana Emma Mazzenga è stata protagonista di un incontro all’Università di Padova con il fisiologo Martino Franchi. Al centro il cambiamento dei muscoli con l’età e il ruolo dell’attività fisica.
Che cosa succede ai muscoli quando si invecchia? E quanto conta il movimento per conservare forza e autonomia? Sono le domande al centro dell’incontro Storia di Emma, in programma oggi, giovedì 15 ottobre nell’Aula Magna di Palazzo del Bo. Protagonista Emma Mazzenga, velocista padovana di 93 anni, affiancata da Martino Franchi, professore associato di Fisiologia all’Università di Padova.
L’appuntamento fa parte del Festival di Salute 2026 e affronta un tema che riguarda una popolazione sempre più longeva: mantenere le capacità fisiche con il passare degli anni. L’attenzione non è rivolta soltanto alla prestazione sportiva, ma anche ai cambiamenti che interessano il sistema nervoso, i muscoli e la capacità cardiorespiratoria.
Lo studio sull’invecchiamento neuromuscolare
Tra i progetti citati dall’Università c’è TRAJECTOR-AGE, che studia come cambiano i muscoli con l’avanzare dell’età. I ricercatori seguono persone di diverse fasce anagrafiche per osservare l’evoluzione della funzionalità neuromuscolare e riconoscere eventuali segnali di declino. I risultati potranno aiutare a capire meglio questi processi e a orientare future strategie per preservare la forza e contrastare gli effetti della sedentarietà.
Lo studio prevede valutazioni periodiche delle condizioni fisiche e delle prestazioni neuromuscolari. I ricercatori analizzano anche la composizione corporea e la funzione cardiovascolare, con l’intento di chiarire quali fattori siano associati alla perdita di funzionalità.
Il lavoro si inserisce in un ambito che ha ricadute anche sulla vita quotidiana. La riduzione della forza può infatti incidere su gesti comuni e sulla possibilità di mantenere la propria indipendenza. Comprendere questi meccanismi può aiutare a individuare interventi mirati per preservare la funzionalità durante l’invecchiamento.
Il programma dell’incontro e i dettagli scientifici sono pubblicati sul sito del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova.