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Export, Bianchi (Confindustria): “Per arrivare a 700 miliardi le piccole imprese devono crescere”

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(Adnkronos) – In Italia 31mila piccole imprese generano da sole 53 miliardi. “È un dato che significa che siamo un paese straordinario, fatto di piccole e medie imprese. Questo dato non ce lo hanno insieme Francia, Germania e Spagna. Significa che la nostra manifattura è rappresentata nel mondo soprattutto da piccole e medie imprese che significa territori, distretti, filiere e soprattutto in queste filiere, dove ci sono le nostre piccole imprese, significa famiglie”. Lo ha detto Fausto Bianchi, vicepresidente di Confindustria e presidente di Piccola Industria, durante la diretta speciale Adnkronos alla conferenza ‘Obiettivo Export. Imprese e territori del centro Italia’ organizzata a Roma dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. “Il contributo che dà il comparto al totale dell’export è il 49% e abbiamo un obiettivo sfidante, ribadito oggi più volte, di arrivare a 700 miliardi di export totale partendo da 643. Se non facciamo in modo che le piccole possano agganciare questa crescita, rafforzarsi e crescere attraverso questo percorso, sarà un dato che non raggiungeremo”, ha osservato Bianchi.  

“La crescita fa parte di una filosofia di una strategia che ci siamo dati e che cerca un po’ di risolvere un tema che è quello delle tante transizioni che stiamo affrontando: quella energetica, quella tecnologica, quella geopolitica. Sono tutte quante momenti di difficoltà, ostacoli che le piccole medie imprese devono superare. Per far questo, dotarsi di un’organizzazione, di una capacità e una dimensione maggiore li favorisce nell’affrontare questi mercati. Questo è un tema che in parte si risolve quando si partecipa a ecosistemi a filiere orizzontali come possono essere reti di impresa che insieme, facendo operazioni di sistema” fanno sfumare “il tema dimensionale”, ha evidenziato il presidente. 

 

Restano però dei nodi da sciogliere a livello nazionale ed europeo, primo tra tutti l’energia. “Noi siamo l’ottava potenza economica al mondo e la quarta per export, siamo un paese straordinario ma pieno di paradossi. Il fatto di avere un’energia che, rispetto alle 60 euro a megawattora pagate in Spagna, paghiamo 240 euro/mwh è sicuramente un fattore di non competitività. Noi vogliamo un mercato unico dell’energia che parta dalla sospensione di un meccanismo perverso qual è quello dell’Ets per avere la possibilità di competere da un punto di vista energetico alla pari, quantomeno, dei nostri cugini europei”, ha ribadito Bianchi. Un altro tema è la burocrazia: “In Italia costa 80 miliardi ma abbiamo dimostrato, attraverso programmi di investimenti come quelli legati alla Zes, che in realtà dove poi c’è semplificazione aumenta la capacità di crescere. Siamo un paese pieno di paradossi ma chiedo a tutti cosa saremo senza questi ‘mattoni’ nello zaino. Siamo – ha ribadito poi il vicepresidente di viale dell’Astronomia – un paese fatto di piccole e medie imprese dove ci sono famiglie e soprattutto i territori dove le nostre imprese, soprattutto nelle aree interne, tengono in piedi la coesione sociale a cui teniamo moltissimo”. 

Nella manovra che l’esecutivo si appresta a tracciare, quindi, “ci attendiamo un’accelerazione di quello che può essere un abilitatore per la crescita”. Le imprese, infatti, si trovano di fronte a varie questioni, tra cui la transizione digitale: “Sull’adozione dell’intelligenza artificiale abbiamo bisogno di strumenti che ci permettano di investire nelle nostre imprese, di innovare per aumentare la produttività che è oggettivamente più la dimensione piccole più c’è un coefficiente di produttività che diciamo non ha i dati di quelle che noi vorremmo raggiungere”. 

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