Festival della citta’ impresa: tra i mille innovatori anche Luca Barbieri

 

Cento appuntamenti con 300 relatori in sei giorni di manifestazione. Sono i numeri del Festival Città Impresa, manifestazione che si svolgerà tra Veneto e Friuli Venezia Giulia dall’8 al 12 maggio, con una anteprima martedì sera, ore 17 a Castelfranco Veneto (Treviso).
“La caratteristica di questa edizione – spiega il direttore di Festival Città Impresa Antonio Maconi – è la volontà di condividere, di discutere per pensare nuovi percorsi per tornare al futuro, senza soluzioni preconfezionate”.

Main partner dell’iniziativa Telecom Italia che presenta a Castelfranco Veneto l’evento “Italiax10. L’impresa delle donne” che racconterà le storie imprenditoriali di 10 donne che racconteranno la loro visione del futuro e le loro imprese al femminile.
Mercoledì la grande inaugurazione al teatro comunale di Vicenza dove verranno premiati i 1000 fabbrcatori di futuro, under 35 che sono nati, vivono o si sono formate nel territorio del Nord Est. Tra questi anche Luca Barbieri, giornalista padovano ideatore di realtà editoriali innovative come il sito internet ANordEstDiChe e il Corriere Innovazione.

Tre gli “epicentri” del festival: Schio, la federazione dei Comuni dl Camposampierese e San Daniele del Friuli. Schio svilupperà ritorno al tema della manifattura per ritornare a competere, Camposampiero svilupperà il tema della rete di territorio.
A San Daniele del Friuli il tema sarà quello de “Le mani in pasta”. Si svilupperanno laboratori e workshop collegati al mondo del food.

“Sono molto soddisfatto del lavoro di squadra predisposto in questi mesi – ha detto il presidente del comitato scientifico del Festival Stefano Micelli – ci caliamo in un contesto difficile del Nord Est, progetto che vive una crisi del progetto politico e della consistenza sullo scenario nazionale e internazionale. C’è un deposito di saperi che merita di essere organizzato in reti locali, nazionali e internazionali: noi oggi ci troviamo in un passaggio difficile, ma disponiamo di ingredienti che possono essere la base per un rilancio importante. Finora abbiamo separato la Cultura dal mondo del fare manifatturiero, che pure è l’ingrediente che ha permesso al nostro tessuto economico e sociale di stare a galla. Vanno riconciliate queste due dimensioni: oggi se c’è uno specifico del nostro territorio è l’intersezione di questi mondi. Non stiamo riproponendo un ritorno al passato, ma ragionando su una nuova idea di sviluppo che ci veda di nuovo protagonisti”.