(Adnkronos) – Sarà presentata il prossimo 24 settembre, alle 10.30, nella Sala Marco Biagi del Cnel, a Roma, l’indagine sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare dal titolo ‘Le dichiarazioni dei redditi 2024: l’analisi Irpef e delle altre imposte dirette e indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 17 anni. Chi paga per mantenere il welfare state? La spesa per sanità e assistenza è sostenibile?’. Giunta alla sua 13esima edizione, l’indagine si pone l’obiettivo di analizzare le dichiarazioni individuali dei redditi ai fini Irpef, così come l’ammontare e i profili di distribuzione delle altre principali imposte dirette e indirette, per verificare la sostenibilità del sistema di protezione sociale italiano. E, in particolare, se le entrate da fiscalità generale sono sufficienti a coprire le principali funzioni di welfare non sorrette da contributi di scopo, vale a dire sanità e assistenza sociale a carico dello Stato, delle regioni e degli enti locali. L’Osservatorio muove le sue premesse dai dati diffusi dal Mef e dall’Agenzia delle Entrate relativamente alle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef rese dai cittadini italiani nel 2025 ed elaborate dalla pubblica amministrazione a maggio 2026. All’analisi sulle dichiarazioni Irpef – condotta per importi, tipologia di contribuenti e territori lungo una serie di storica di 17 anni, vale a dire dal 2008 al 2024 – si affianca poi una panoramica delle altre principali imposte (in particolare, Irap, Ires, Isost e Iva) e una loro comparazione alle variabili economiche più rilevanti nel descrivere la situazione socio-economica dell’Italia.
Ad aprire i lavori sarà il presidente del Cnel, Renato Brunetta, a seguire la presentazione dei risultati dell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2026 affidata ad Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche itinerari previdenziali (‘Le dichiarazioni dei redditi per importi, tipologie dei contribuenti il difficile finanziamento del welfare italiano’). Di politiche fiscali e sostenibilità del welfare state discuterà, insieme a Brambilla, anche Stefano Cuzzilla, presidente Cida. Le conclusioni, invece, saranno affidate a un videointervento del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. “Anno dopo anno, dall’analisi emergono alcune verità piuttosto scomode e, soprattutto, distanti dalle modalità con cui si è soliti affrontare il dibattito pubblico sul fisco – spiegano gli organizzatori -. Non è vero che l’Italia è un Paese oppresso dalle tasse perché i veri oppressi sono pochi, meno del 20% della popolazione, mentre una parte consistente di cittadini italiani è di fatto totalmente a carico della collettività, corrispondendo una quota Irpef neppure sufficiente a coprire il costo pro capite della spesa sanitaria. Il ritratto di un Paese con una forte redistribuzione, principalmente a carico dei redditi sopra i 35mila euro lordi l’anno, chiamato a intervenire non solo sui fenomeni di evasione ed elusione fiscale ma anche su quell’eccesso di assistenzialismo che, ancora di più in assenza di controlli adeguati, finisce per incentivare (involontariamente) lavoro nero e sommerso”.
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