Gianni Berno: crocifisso e ramadan non siano usati per strumentalizzazioni di bassa lega

 

Da Gianni Berno, consigliere comunale del Pd riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulle prime esternazioni a sfondo religioso del sindaco Massimo Bitonci:
“Ho chiesto ed ottenuto un emedamento simbolico al programma del sindaco Bitonci: diceva la prima versione: “La nostra sarà un’amministrazione francescana. sindaco e assessori ridurrano i propri compensi del 10% etc etc”; è stata modificata con “la nostra sarà un’amministrazione sobria…..”.*
L’utilizzo di citazioni così impegnative in un contesto amministrativo risulta poco opportuno e persino offensivo verso modelli di riferimento che ispirano il mondo intero; così come la strumentalizzazione del crocifisso annunciata oggi dal sindaco (unitamente al no a luoghi di preghiera x altre religioni in strutture comunali) rappresenta uno stile di difesa dei valori cristiani chiusa, formale, arroccata, divergente da una visione che pone al centro la persona senza alcuna discriminazione; una linea che a mio modesto parere va nella direzione opposta allo stile incarnato dalla Chiesa ispirata da Papa Francesco che cerca di convincere, di aprirsi al dialogo verso le altre religioni, che accetta il confronto dialettico pur nella convinzione della propria fede.

Capisco molto bene che questo approccio già sperimentato in passato applicato a livello politico (di un sindaco non vera espressione di una civica ma della lega dura e pura di stampo bossiano cammuffata da civica) crei il “consenso della curva” e parli molto alla pancia di molti dei padovani che l’hanno votato; ma questo in una città come Padova ci porterà via via nella china di una visione paesana, altro che di città europea.
Il sindaco ha giurato fedeltà alla Costituzione il giorno del suo insediamento, è bene che ricordi bene questo passaggio per le scelte presenti e future.

Mi aspetto un bel dibattito in città perché non serve a nulla reagire d’istinto: è ciò che cerca la provocazione giornaliera del neo sindaco.
Serve argomentare e far capire al sindaco e alla sua giunta che non è sufficiente istituire un assessorato che si occupa di rapporti col mondo religioso, brandire il crocifisso, negare il ramadam, per essere in sintonia col mondo cattolico, che invece da anni sta lavorando proprio sul terreno del dialogo e dell’integrazione.
Ovviamente il sindaco cerca ora la reazione del mondo laicista che non tarderà a venire e così possiamo continuare per mesi e anni con un clima da stadio che è il gioco che ricerca la Lega; come ha fatto a partire dal primo consiglio ben programmato in una palestra con 1000 persone organizzate di cui ampia parte proveniente dal mondo leghista di provincia e regione.
Mi piacerebbe invece che si aprisse sin da subito un dibattito privo di livore molto aperto e non ideologico su questi temi col mondo universitario e col mondo cattolico in città: questo aiuterebbe molto tutte le forze politiche ad andare in una direzione più rispettosa di tutte le sensibilità.

Gianni Berno Gruppo PD