Gli auguri pasquali del Vescovo di Padova don Claudio Cipolla

 

Stiamo attraversando il Venerdì santo, il Sabato santo e la Domenica di Risurrezione, che rappresentano anche percorsi della nostra vita, specie se pensiamo alle tante ferite che segnano la nostra esistenza.

Delle ferite abbiamo tutti paura, così come ci investono di timore il Venerdì santo e il silenzio del Sabato. Ma è proprio nelle situazioni di fatica, di sofferenza, di dolore, che ritroviamo maggiormente noi stessi e ci scopriamo capaci di pregare, bisognosi di fraternità, di amicizia, di solidarietà. Le ferite sono condizioni che ci portano all’essenziale della nostra vita; sono luoghi “sacri” che ci permettono di cogliere ciò che è importante.

Il terreno quando viene solcato si apre e si lascia irrorare dalla pioggia, che lo gonfia e lo rende fertile, così è per le nostre ferite: sono solchi che ci attraversano e che ci aiutano ad accogliere quanto c’è di più buono, di più bello, ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno.

Le nostre ferite invocano Speranza e ci rendono cercatori di Speranza permettendoci così di superare tristezza e mancanza di fiducia.
Così è la Risurrezione: un annuncio di speranza che accogliamo nella nostra vita, una parola nuova.

Auguro a tutti che le ferite possano aiutarci a cogliere il bello che ci attende, il bello dell’annuncio di essere cristiani, di essere discepoli della morte, del silenzio e della Risurrezione di Gesù.

Buona Pasqua!
+ Claudio, vescovo