Il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo ricorda il missionario don Ruggero Ruvoletto

 

Fatica a rendersi conto di questa grande disgrazia il vescovo Antonio Mattiazzo, saputa la notizia dell’uccisione a Manaus di don Ruggero Ruvoletto, missionario fidei donum della diocesi di Padova, in servizio in una zona ultimamente soggetta a numerosi assalti.
«Don Ruggero – ricorda il vescovo – si è sempre speso tantissimo per la missione. Si immergeva totalmente nelle cose e anche durante il suo servizio come direttore del Centro missionario diocesano ha seguito da vicino i fidei donum, visitando spesso e con continuità le missioni diocesane. Quando don Ruggero mi chiese di partire lui stesso – prosegue mons. Mattiazzo – pensavo fosse uno scherzo, invece lui era molto serio. Ho riflettuto allora su quale grande testimonianza avrebbe dato una persona come lui, che tanto aveva donato e si era speso per le missioni e che ora sceglieva di vivere fino in fondo questo impegno, andando di persona. Don Ruggero era uomo e prete di animo buono, sereno, sempre sorridente e di una disponibilità totale, come ha dimostrato il suo accogliere subito la proposta del vescovo Francesco Biasin di lavorare al confine con la foresta amazzonica, là dove i preti locali non andavano. Il ricordo più intenso è questa grande disponibilità e apertura di cuore».
In questo momento di dolore per tutta la diocesi il vescovo Antonio rivolge il suo pensiero a tutti i missionari che vivono il loro servizio, consapevoli di rischiare ogni giorno la vita per annunziare il vangelo: «L’annuncio del vangelo, a volte, chiede anche questo prezzo – dichiara il vescovo – così come è stato già per padre Ezechiele Ramin, ma anche per don Evaristo Mercurio e don Luigi Vaccari sempre in America Latina».
«Il ricordo – riprende il vescovo – va anche alle sorelle di don Ruggero, con le quali condividiamo il dolore. Anche noi, Chiesa di Padova, siamo stati famiglia per don Ruggero. Ora, oltre a raccomandarlo al Signore, raccogliamo il suo impegno e il suo testimone per proseguire il suo lavoro, svolto con tanta generosità».

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