(Adnkronos) – La nuova stagione dell’influenza 2026-2027 è alle porte e potrebbe essere caratterizzata “da un numero minore di casi ma più gravi”. E’ la previsione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’Irccs San Martino. “In Australia infatti – ha detto all’Adnkronos Salute Bassetti – la stagione è stata leggermente meno pesante dal punto di vista del numero di infezioni rispetto alla stagione precedente, che invece era stata molto aggressiva. Però ci sono stati più ricoverati in ospedale rispetto a quello che era avvenuto l’anno prima. Casi più gravi e impegnativi. E quindi dobbiamo tenere l’attenzione molto alta”, ha sottolineato ricordando che l’influenza stagionale fa le sue ‘prove generali’ nell’emisfero australe, dove la stagione arriva prima.
“I ceppi che hanno circolato nell’altro emisfero sono H3N2 e H1N1 – continua – che sono i due classici virus dell’influenza A, mentre ha circolato meno il virus dell’influenza B. E’ possibile pensare, quindi, che anche noi avremo una stagione simile con casi più complicati”. Da qui l’importanza della vaccinazione. “Io rimango dell’idea – evidenzia – che la vaccinazione dovrebbe essere universale, cioè da zero anni a 100 anni. Ma certamente chi non ne può fare a meno sono le persone fragili, sono gli anziani: un over 75 non vaccinato per l’influenza è un delitto per il sistema sanitario”. Che fare? “Noi continuiamo a ricordare che vaccinarsi è importante ma se la gente non si vuole vaccinare, che dire? Più che dare la vaccinazione gratuita e spiegare i rischi non possiamo”.
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