Mario Rigoni Stern. Escursioni nell’opera e nel paesaggio. In mostra dal 1 febbraio all’aula Emiciclo dell’Orto Botanico di Padova

 

Mercoledì 1 febbraio alle ore 11.00 verrà inaugurata con una presentazione in Aula Emiciclo dell’Orto Botanico dell’Università di Padova, ingresso da via Orto Botanico 15,  la mostra del fotografo francese Loïc Seron dal titolo “Mario Rigoni Stern. Escursioni nell’opera e nel paesaggio”. La scelta del luogo intende valorizzare il conferimento da parte dell’Università di Padova allo scrittore asiaghese della laurea honoris causa in Scienze forestali e ambientali, avvenuto l’11 maggio 1998. La mostra, che comprende una settantina di immagini in grande formato – bianco/nero e colori,  ispirate dai testi di Rigoni Stern – è corredata da libri e materiali originali dello scrittore.

Dopo l’introduzione di Giovanna Valenzano, Prorettrice al Patrimonio artistico, musei e biblioteche dell’Università di Padova, interverranno Cristiana Colpi, Presidente del Corso di laurea in Scienze forestali e ambientali dell’Università di Padova, su “Mario Rigoni Stern e i boschi dell’altopiano”, lo storico Mario Isnenghi, professore emerito all’Università Ca’ Foscari di Venezia, su “Mario Rigoni Stern nella storia e a baita” e Sara Luchetta, dottoranda di ricerca all’Ateneo patavino, su “Mario Rigoni Stern, la narrazione come mappa”. A seguire Loïc Seron illustrerà i contenuti della mostra in un dialogo con il giornalista Sergio Frigo.

Saranno presenti per i saluti istituzionali i rappresentanti del Comune di Asiago e della famiglia Rigoni Stern.

 

La presentazione della mostra è a ingresso libero ma con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti e prevede anche la visita, sempre gratuita, al resto dell’Orto Botanico.

Prenotazioni: tel. 0498273939 o [email protected], sito web www.ortobotanicopd.it.

Dal giorno successivo la mostra fotografica sarà visitabile con gli orari di apertura dell’Orto Botanico – ogni giorno dalle 9 alle 17 –  e fruibile con il biglietto di ingresso dell’Orto Botanico.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 20 marzo.

 

Nell’opera di Mario Rigoni Stern si intrecciano costantemente e proficuamente storia e natura: la memoria della Prima guerra mondiale, tramandata dal territorio ferito e dal ricordo bruciante della sua comunità, e quella diretta della seconda, vissuta in prima persona, insieme alla sua esperienza salvifica nel territorio del suo Altipiano, di cui è stato interprete e cantore inarrivabile. Per le sue profonde conoscenze naturalistiche, che alimentano tutta la sua narrativa, lo scrittore ottenne l’11 maggio 1998 la laurea honoris causa in Scienze forestali e ambientali dell’Università di Padova. Nella  sua lectio magistralis Rigoni Stern ricostruì lo scempio lasciato sull’Altopiano dalla Grande Guerra, con la quasi totale distruzione dei prati, dei pascoli, i seminativi percorsi dai reticolati, le buche provocate dalle granate: dei boschi ricchissimi dell’altopiano alla fine del conflitto era rimasto intatto soltanto il 15 per cento. Un altro grave problema erano le infestazioni al patrimonio forestale: a causa degli squarci provocati dalle esplosioni avevano trovato terreno fertile alcuni parassiti, primo fra tutti il bostrico.Lo scrittore passò poi a raccontare le modalità con cui venne ricostruito il patrimonio boschivo, in particolare con la messa a dimora di migliaia di piantine di Abete Rosso: attualmente sull’Altopiano si stima la presenza di oltre 25 milioni di alberi.Ma nella lectio magistralis Rigoni Stern non mancò di sottolineare gli effetti negativi dell’antropizzazione eccessiva e dell’urbanizzazione spinta (determinata dal turismo) sull’ambiente e le foreste della nostra montagna.

 

Loïc Seron, 44 anni, di Rouen, è musicista jazz e fotografo, di scuola umanista. Appassionato di letteratura e innamorato dell’opera di Rigoni Stern, ha percorso per anni, a piedi, il suo “Altipiano”, nelle quattro le stagioni, “cercando di catturare lo spirito di quell’opera senza tempo che esalta la relazione armoniosa tra l’uomo e la natura e quella degli uomini – esseri della natura come gli altri – tra di loro”. Il frutto delle sue escursioni fotografiche è un dialogo intimo di immagini e parole, che celebra con gioia un paesaggio, una voce, un ideale di umanesimo.