Messier 30 torna nell’immagine pubblicata dalla NASA il 5 novembre: un ammasso a circa 27.500 anni luce dalla Terra. Le osservazioni di Hubble aiutano a ricostruire la storia della Via Lattea, mentre l’orbita retrograda suggerisce una possibile origine esterna alla nostra galassia.
Messier 30 e gli indizi sulla storia della Via Lattea
La nuova immagine illustrata dalla NASA combina osservazioni del telescopio spaziale Hubble raccolte in tre programmi diversi. Il soggetto è Messier 30, chiamato anche NGC 7099, nella costellazione del Capricorno.
È un ammasso globulare, una concentrazione quasi sferica di stelle. Questi sistemi antichissimi conservano informazioni sulla composizione e sull’evoluzione delle galassie.
Un’orbita da interpretare
M30 si muove in direzione opposta alla rotazione della Via Lattea. Secondo la NASA, questa caratteristica potrebbe indicare che l’ammasso si è formato altrove ed è stato catturato in un passato lontano. Si tratta di una possibile spiegazione, non di un’origine definitivamente dimostrata.
I dati riuniti nell’immagine coprono ultravioletto, luce visibile e vicino infrarosso. Le osservazioni consentono anche di confrontare i movimenti di diverse popolazioni stellari lungo un intervallo di quindici anni.
