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Mozart che spasso sabato sera allo studio Teologico del Santo

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altLa musica classica è noiosa? Giudizio molto superficiale, ovviamente. Ma a volte è proprio divertente, per non dire spassosa. E a rivelarsi come dei gran burloni sono mostri sacri come Mozart. A Padova un concerto rivela al pubblico il lato più “spassoso” del più grande genio musicale di tutta la storia attraverso l’interpretazione di un ensemble poco convenzionale, con archi e fiati. Il Gruppo studentesco Musicaviva propone
sabato 20 settembre 2014 alle ore 21.00
sala dello Studio teologico del Santo

(presso la Basilica di Sant’Antonio di Padova)

Mozart, che spasso!

Programma:
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Divertimento in re maggiore Kv 136
Quartetto per archi n.1 in sol maggiore Kv 80
Ein musikalischer Spaß (Uno scherzo musicale) Kv 522

Ensemble Waldhorn
Gabriele Falcioni e Antonio Russo, corni
Michele Torresetti e Paolo Lambardi, violini
Matteo Torresetti, viola
Giacomo Grava, violoncello
INGRESSO LIBERO. Info 346-3187575

L’iniziativa è finanziata dall’Università di Padova ai sensi della legge 3-8-1985 n.429 per le iniziative culturali studentesche.
Il Divertimento in re maggiore Kv 136, scritto da Mozart, sedicenne, di ritorno a Salisburgo dopo il soggiorno italiano, è una pagina brillante, sospesa fra la fattura del pezzo d’ensemble e l’impianto quartettistico. Venne composto nei primi mesi del 1772 insieme ai divertimenti K 137 e K 138 nel periodo tra il secondo e terzo viaggio in Italia. L’opera non è di così facile collocazione in quanto si attiene allo spirito del divertimento ma non alla sua forma; è costituito di fatto solo di tre movimenti con il secondo lento. Non si tratta neppure di un quartetto perché, sebbene sia scritto per quattro strumenti, manca del caratteristico linguaggio cameristico. Il compositore a soli sedici anni propone in definitiva una sua scuola e un suo modello scrivendo di fatto musica sinfonica attraverso l’assemblaggio di alcuni strumenti per essere assimilato alla sinfonia italiana.

Mozart compone il suo primo quartetto (Quartetto per archi n.1 in sol maggiore Kv 80) in una locanda di Lodi, il 15 marzo 1770, «alle 7 di sera» si legge sull’autografo, durante una sosta sulla via per Bologna. A Milano, il compositore aveva avuto modo di ascoltare quartetti di Sammartini e di cogliere la lezione di un linguaggio strumentale inteso anzitutto come trattamento lineare e smaliziato delle strutture formali, eleganza melodica e capacità artigianale dì confezionare una composizione sulla base di un materiale quanto mai elementare.

Ein musikalischer Spaß (Uno scherzo musicale) Kv 522 è una composizione cameristica scritta a Vienna nel giugno del 1787. È anche conosciuta come Divertimento per quartetto di archi e due corni. L’appellativo con cui l’opera viene a volte indicata nei paesi di lingua tedesca, Dorfmusikantensextett (“sestetto dei musici paesani”), è fuorviante: questo brano di satira musicale, infatti, non ha affatto per bersaglio i suonatori di paese; l’intenzione dell’autore era invece quella di realizzare una parodia dei compositori alla moda che, nella Vienna dell’epoca, riscuotevano successo di pubblico e plauso presso la Corte imperiale, pur essendo in realtà musicisti mediocri. Tuttavia, dietro l’evidente desiderio di voler essere maldestro, si cela comunque Mozart, tant’è che il critico Hermann Abert scriverà: «È veramente un capolavoro del genere, una satira deliziosa, dietro le cui pazzie traspare sempre la sicura mano del maestro». Theodor W. Adorno scrive che in questa composizione Mozart ha espresso la sua “tendenza irresistibile alla dissonanza”, che qui è stata nascosta dal compositore “sotto la forma del grottesco” al fine di renderla accettabile all’orecchio dei suoi contemporanei; in questo senso, Adorno considera lo Scherzo musicale K 522 “una precoce anticipazione” del Petruška di Stravinsky.

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