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Nocicoltura nel Padovano, raccolti dimezzati e alberi da abbattere: l’appello a Lollobrigida

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La nocicoltura nel Padovano affronta una crisi tra malattie, insetti, rincari e burocrazia. Il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo chiede al ministro Lollobrigida deroghe rapide sui fitosanitari, ricerca e sostegni economici.

Da tre tonnellate a 1–1,5 per ettaro. È il calo della resa media che, secondo il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo, sta mettendo in difficoltà i produttori di noci del Padovano. In alcuni casi, la situazione spinge gli agricoltori a valutare l’espianto degli alberi per limitare le perdite.

La nocicoltura nel Padovano si trova così davanti a una crisi che, secondo Gottardo, negli ultimi tre anni ha portato a perdere circa il 50% della produzione. Il consigliere provinciale con delega all’Agricoltura ha lanciato un appello al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Chiede interventi rapidi per sostenere le aziende e proteggere una coltura importante per il territorio.

Malattie, insetti e costi: la crisi della nocicoltura nel Padovano

Nel quadro descritto da Gottardo pesano diversi fattori. Le malattie fungine e gli insetti nocivi danneggiano le coltivazioni. Nel frattempo, aumentano le spese per carburante agricolo ed energia elettrica. A complicare il lavoro, secondo il consigliere, ci sono anche procedure burocratiche che rallentano le risposte alle emergenze.

I numeri riportati nel comunicato provinciale danno la misura del problema. La resa media sarebbe scesa dalle tre tonnellate per ettaro registrate circa dieci anni fa a un intervallo compreso tra una e una tonnellata e mezza. Un livello che, secondo Gottardo, rende sempre più difficile sostenere economicamente le coltivazioni.

La richiesta al ministro: deroghe, ricerca e aiuti

L’appello rivolto a Lollobrigida si concentra su tre richieste. La prima riguarda il sostegno alla ricerca scientifica e procedure più rapide per autorizzare deroghe temporanee all’impiego di prodotti fitosanitari e biologici efficaci contro patologie e insetti nocivi. La seconda punta a semplificare gli adempimenti burocratici, così da permettere alle aziende di intervenire tempestivamente sui raccolti. La terza riguarda misure economiche per attenuare l’impatto dei rincari energetici e del carburante.

Gottardo chiede un confronto urgente con il ministero. La posta in gioco, sostiene, non riguarda soltanto il reddito delle singole aziende, ma anche il lavoro delle famiglie agricole e la continuità di una produzione radicata nel territorio. Per ora, il documento contiene le richieste del consigliere provinciale, ma non annuncia misure già approvate dal governo. La questione resta quindi aperta: i produttori chiedono tempi rapidi, mentre la risposta del ministero dovrà tradurre l’appello in interventi concreti.

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