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Omicidio alle cucine popolari: il movente 10 euro non prestati e un insulto

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Un mancato prestito di 10 euro. E’ il movente dell’omicidio avvenuto oggi poco prima di mezzogiorno alle cucine economiche popolari di via Tommaseo, in zona stazione ferroviaria a Padova. A spiegare la motivazione dell’assassinio ai poliziotti della squadra mobile che lo hanno arrestato è il tunisino Moez Jouni, 34 anni, in Italia con permesso di soggiorno umanitario (nella foto mentre viene portato dagli agenti della squadra mobile in carcere). Permesso di soggiorno di cui era titolare fino allo scorso 21 luglio, anche la vittima dell’accoltellamento, Arbi Ben Ziwa, 22enne. Su Arbi Ben Ziwa pendeva un ordine di carcerazione per il mancato rispetto del divieto di dimora nella città di Padova a firma del sostituto procuratore Paolo Luca, lo stesso che ha coordinato le indagini dell’omicidio. La vittima dell’assassinio infatti era noto come spacciatore agli uffici della questura, che per questo motivo gli avevano revocato il permesso di soggiorno umanitario, ottenuto dal tunisino lo scorso 16 aprile in quanto lo stesso successivamente al primo gennaio era stato destinatario di un ordine di espulsione: il decreto d’urgenza del Governo prevede che i tunisini destinatari di espulsione potessero fino ad aprile di quest’anno, richiedere ed ottenere un permesso di soggiorno umanitario. Una sorta di “sanatoria” di cui ha usufruito anche Arbo Ben Ziwa. A scatenare la furia di Moez Jouni nei confronti del connazionale pregiudicato il rifiuto vistosi opporre da Arbi Ben Ziwa di un prestito di 10 euro e alcune offese di carattere personale. Per “vendicarsi” Jouni si è scagliato contro il connazionale 22enne, colpendolo all’addome con tre fendenti mortali. Il tunisino pregiudicato è morto quasi subito per dissanguamento, mentre l’omicida si è allontanato portando il coltello con sè. Dopo meno di mezz’ora è stato bloccato dai poliziotti nelle vicinanze della questura. “Non volevo farmi prendere – ha spiegato l’indiziato del delitto – sono venuto a costituirmi”. L’uomo dopo il fotosegnalamento e il sequestro del coltello è stato trasferito al carcere di Padova in attesa di essere interrogato dal sostituto procuratore Paolo Luca.

Guarda il video messaggio sull’omicidio realizzato dal sindaco Flavio Zanonato

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