Patrizio Bertin attacca frontalmente Sergio Giordani: sta nascendo un nuovo capopopolo?

 

C’è probabilmente una strategia dietro l’escalation al limite dell’incontinenza verbale, di dichiarazioni da parte del presidente dell’Ascom Patrizio Bertin. L’ultima, dall’evocativo nome del file doc trasmesso dall’ufficio stampa “barboni” è un attacco frontale all’amministrazione comunale. Giorni fa avevamo pubblicato un plauso preventivo da parte di Bertin nei confronti del Governo a trazione grillina, ora una furiosa tirata d’orecchi al sindaco Sergio Giordani ed alla sua Giunta. A ben guardare la seconda bordata di parole al veleno contro il primo cittadino nel giro delle ultime due settimane (a questo link la puntata precedente). Da capire se sia solo uno sfogo estivo o un inizio di allenamento da capopopolo in funzione magari degli appuntamenti elettorali prossimi venturi.
Pubblichiamo il comunicato stampa Ascom:
Come presidente dell’Ascom si sente titolato a farlo.
“Se non altro perché sul “Quadrilatero dei Sensi” (Liston, via Altinate, Santa Sofia, piazza Eremitani) l’associazione sta investendo molto in un progetto di riqualificazione che vede anche la partecipazione dell’Università (nello specifico l’ICEA, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale) e non può essere che la riqualificazione venga inficiata dalla presenza di balordi e barboni che insudiciano portici e gallerie”.
Patrizio Bertin non ha dubbi: “Il problema dei bivacchi notturni in via Zabarella va risolto se non altro perché nell’area insistono anche molti negozi ed esercizi che, peraltro, assistono ogni giorno alle richieste, spesso pressanti, di elemosina ad opera di soggetti che, con ogni probabilità, sono i terminali di organizzazioni malavitose”.
“Capisco – continua Bertin – che non è semplice governare il fenomeno ma non è lecito nemmeno far finta che non esista. Al Comune, pertanto, chiediamo di intervenire con l’assistenza pubblica laddove c’è un problema di senzatetto e con l’allontanamento laddove, per contro, si presenta una richiesta di elemosina molesta”.
Bertin, infine, non manca di ritornare sulla scelta fatta dal Comune di non multare più chi chiede l’elemosina.
“Nelle scorse settimane – conclude – ho sostenuto che trovavo che la comunicazione fosse talvolta molto più importante degli aspetti reali e, nel caso specifico, sostenere che non si multava più chi chiedeva l’elemosina costituiva un messaggio raccolto non da chi l’elemosina la chiede quasi (o senza quasi) vergognandosi, ma da chi, complice o vittima del racket, non solo si rivela più insistente ma, essendo difficile distinguere tra accattonaggio semplice e accattonaggio molesto importuna soprattutto i più anziani, spesso impauriti e dunque, di fatto, “costretti” ad elemosinare pena ritorsioni. Purtroppo mi sembra di essere stato facile profeta”.