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Arcella, la salute si misura anche camminando: i cittadini aiutano a ripensare il quartiere

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Al Festival di Salute il progetto “Città sane”: quattro passeggiate con i residenti per raccogliere indicazioni su mobilità, sicurezza e spazi di socialità

La salute di un quartiere passa anche dalle sue strade. Da quanto sono accessibili, dalla possibilità di muoversi a piedi in sicurezza e dalla presenza di luoghi in cui incontrarsi. È il punto di partenza del lavoro sull’Arcella presentato al Festival di Salute 2026, durante l’incontro “Città sane” alla Sala Paladin di Palazzo Moroni.

Al dibattito, moderato dal giornalista Sandro Iannaccone, sono intervenuti Laura Brusamolin, responsabile del Servizio di attività motoria dell’Ulss 6 Euganea, e Ivo Tiberio, medico e consigliere comunale coinvolto nel progetto Città Sane.

L’iniziativa ha portato la prevenzione fuori dagli ambulatori, coinvolgendo direttamente chi vive il quartiere. Dopo una prima raccolta di dati statistici e geografici, il lavoro è proseguito con interviste ai residenti e quattro passeggiate attraverso diverse zone dell’Arcella, compresa l’area di Pontevigodarzere.

Durante le uscite, i cittadini hanno potuto registrare le proprie osservazioni attraverso un’applicazione, associandole ai luoghi interessati. Le segnalazioni hanno riguardato cinque ambiti: ambiente, salute e benessere, spazi per la socialità e l’inclusione, riqualificazione e mobilità.

L’obiettivo è confrontare i dati tecnici con l’esperienza quotidiana degli abitanti. Tra gli aspetti emersi c’è la percezione di alcuni percorsi come poco sicuri o difficilmente accessibili. Un elemento che può incidere sulle abitudini di movimento e sull’utilizzo degli spazi pubblici, anche quando sono presenti infrastrutture.

«La salute non si fa solo negli ospedali»

«La salute non si fa solo negli ospedali ma si fa nel territorio»: è il principio richiamato durante l’incontro. Per Tiberio, la prevenzione ha un ruolo importante anche nella sostenibilità del sistema sanitario, alle prese con una popolazione sempre più anziana e con costi assistenziali crescenti.

Le scelte urbanistiche, la mobilità attiva, le piste ciclabili e gli spazi per le relazioni sociali possono influire sul benessere. Per questo, ha spiegato il consigliere, «la salute deve essere in tutte le scelte politiche che un’amministrazione fa».

Il metodo sperimentato all’Arcella è pensato anche per essere applicato in altri territori. I risultati potrebbero aiutare i Comuni a individuare le criticità e a programmare interventi più vicini alle esigenze dei cittadini.

Nel corso del dibattito sono state presentate anche videopillole dedicate agli stili di vita, dall’allenamento della forza al contrasto della sedentarietà. Il messaggio emerso è che una città sana non dipende soltanto dai servizi sanitari: conta anche la possibilità di muoversi, partecipare alla vita collettiva e vivere in un ambiente accessibile.

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