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Proteste nei licei in Francia, il prof: “Le occupazioni contro i tagli all’educazione”

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(Adnkronos) – “Gli studenti francesi sono stanchi. Chiedono al governo di poter studiare in edifici che non siano fatiscenti, di avere un ritmo scolastico più sostenibile e di mettere fine al divario fra gli istituti di periferia e quelli dei centri città”. Lo dice all’Adnkronos un professore di italiano del liceo Suger, a Saint Denis (periferia nord di Parigi). Il comune è l’epicentro del movimento studentesco, iniziato lunedì e diventato ora di stampo nazionale. Già all’inizio della settimana, si erano registrati degli scontri davanti al liceo Lycée Paul Éluard di Saint Denis tra studenti e forze dell’ordine. In quel contesto erano intervenuti sia il sindaco sia gli insegnanti, che avevano creato un cordone di sicurezza tra la polizia e i ragazzi, spiega il professore.“Stamattina, il liceo Paul Éluard è stato chiuso su ordine del prefetto, quindi, tutti i ragazzi si sono riuniti davanti alla mia scuola. La manifestazione è stata abbastanza pacifica, anche se sotto stretto controllo della polizia, ed è poi stata integrata da alcuni universitari”, aggiunge.  

 

Situazioni di tensione e violenza davanti ad altre scuole del Paese: il liceo Nelson Mandela di Nantes è stato incendiato, davanti al Saint-Exupéry di Marsiglia i giovani hanno dato fuoco a un camion di pompieri e altri problemi si sono registrati anche a Lille, Parigi centro, Rouen e Rennes. Il tempismo non è casuale: la manifestazione ha assunto un respiro nazionale proprio nel giorno in cui il primo ministro Sébastien Lecornu ha presentato la legge di bilancio – l’ultima del governo macronista – al Parlamento francese. 

Alla fine della riunione interministeriale d’urgenza, indetta da Lecornu, l’esecutivo ha dichiarato che le “occupazioni dei licei” sono ora diventata un caso di “violenza urbana” e che la responsabilità di questa violenza è da ritrovare ne La France Insoumise, il partito sinistra radicale, che ha aizzato gli studenti contro il governo. Lfi smentisce, parlando di teorie del complotto. Nel frattempo il premier chiede ai suoi ministri di annullare ogni spostamento previsto fino a lunedì – una misura che è raramente stata attuata in Francia – e ha fatto sapere che pubblicherà una lista di licei che da domani terranno lezioni solo a distanza. “Io e i miei colleghi sosteniamo la protesta dei ragazzi” dice il professore. “Se le condizioni non sono ottimali per gli studenti, anche per noi insegnare diventa impossibile”. Aggiunge poi che martedì anche gli insegnanti sono scesi in strada a protestare nella manifestazione organizzata dai sindacati: “Chiediamo classi meno numerose, condizioni migliori e un disgelo degli stipendi”. (Di Veronica Gennari) 

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