Restauro 2026 entra nella fase di valutazione. Alle 13 di venerdì 7 agosto si è chiuso il termine per presentare i progetti formativi finanziati dalla Regione Veneto con 2,5 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus. Il passaggio successivo sarà l’istruttoria delle domande, dalla quale dovrà emergere anche quanto spazio avranno Padova e il suo patrimonio culturale.
Due milioni e mezzo per le competenze specialistiche
Il programma regionale dedicato al restauro nasce dalla deliberazione della Giunta veneta numero 620 del 24 giugno. L’obiettivo indicato nell’atto amministrativo è sviluppare capacità professionali per gli interventi di conservazione del patrimonio storico, artistico e architettonico.
Le risorse di Restauro 2026 appartengono al programma regionale Fse+ 2021-2027 e riguardano sia l’occupazione sia l’istruzione e la formazione. Potevano presentare le proposte gli organismi accreditati per la formazione superiore e quelli che avevano già avviato la relativa procedura di accreditamento.
La scadenza delle domande non equivale però all’assegnazione dei finanziamenti. I progetti ammessi dovranno avviare la prima edizione entro il 27 novembre 2026 e completare tutte le attività entro il 31 dicembre 2027. Soltanto la graduatoria permetterà di conoscere beneficiari, importi e percorsi effettivamente finanziati.
Perché Padova è direttamente interessata
La ricaduta potenziale sul Padovano è rilevante. La città e la provincia concentrano monumenti, musei, edifici storici, complessi religiosi e siti universitari che richiedono competenze altamente specializzate. La tutela non dipende soltanto dalle risorse per i cantieri: servono restauratori e tecnici capaci di lavorare con materiali, metodi e vincoli differenti.
Un caso emblematico è il confronto sul restauro e sulla tutela del Gattamelata, che mostra quanto conservazione, sicurezza e destinazione futura di un’opera possano intrecciarsi. Il nuovo programma formativo potrà avere un valore concreto per il territorio solo se coinvolgerà cantieri, istituzioni culturali e competenze presenti nell’area padovana.
Ora servono progetti, sedi e numeri
La documentazione pubblicata dalla Regione definisce stanziamento e calendario, ma non contiene ancora l’elenco delle candidature arrivate entro il termine. Sarà quindi necessario verificare quanti progetti siano stati presentati, quali enti abbiano sede a Padova, quali beni o laboratori siano stati indicati e quanti partecipanti potranno essere formati.
La graduatoria di Restauro 2026 dovrà inoltre chiarire la distribuzione territoriale dei 2,5 milioni e il rapporto tra formazione in aula, esperienza pratica e possibilità occupazionali. Fino ad allora è corretto parlare di risorse disponibili e domande presentate, non di finanziamenti già assegnati a Padova.
