Tre romanzi e tre saggi si contenderanno la quarta edizione del Premio “Il Libro della Vita”, promosso da De Leo Fund ETS. La cerimonia è in programma sabato 17 ottobre a Palazzo Santo Stefano.
Ci sono storie che aiutano a guardare diversamente le difficoltà, libri che mettono in discussione le proprie certezze e pagine che offrono nuove prospettive nei momenti più complessi. È attorno a questa idea che ruota il Premio letterario “Il Libro della Vita”, promosso da De Leo Fund ETS, che a Padova si prepara a scegliere i vincitori della quarta edizione.
I finalisti sono sei, divisi in due categorie: narrativa e saggistica. La selezione è stata presentata oggi, lunedì 12 ottobre a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova La cerimonia conclusiva si terrà sabato 17 ottobre alle 18, nello stesso palazzo.
Premio Libro della vita 2026, i tre romanzi finalisti
Per il Premio “Il Libro della Vita”, dedicato alla narrativa, la giuria ha selezionato tre opere: La segreta cura di Raffaella Romagnolo, pubblicato da Mondadori; Il tempo dei semplici di Luigi Nacci, edito da Einaudi; e Solo un giorno di Marco Lodoli, anch’esso pubblicato da Einaudi.
Accanto alla narrativa c’è il Premio “Vera Slepoj”, riservato alla saggistica e dedicato alla memoria della psicologa e scrittrice che, insieme a Diego De Leo, ideò il riconoscimento. In questa categoria si contenderanno il premio Non mollate di Ilaria Capua, pubblicato da Rizzoli; La mente radiosa di Eliana Liotta e Michela Matteoli, edito da Sonzogno; e Riprendersi l’anima di Paolo Crepet, pubblicato da HarperCollins.
Il valore della lettura nei momenti difficili
Il premio è nato nel 2023 e si inserisce nell’esperienza di De Leo Fund ETS, organizzazione con sede a Padova che dal 2007 sostiene persone e famiglie colpite da lutti traumatici, anche attraverso il supporto psicologico e sociale e i gruppi di auto mutuo aiuto.
La letteratura, in questo contesto, diventa uno strumento per affrontare domande che riguardano la fragilità, le relazioni e la possibilità di ritrovare un significato dopo un’esperienza dolorosa. Il riconoscimento, tuttavia, non è limitato ai libri che parlano direttamente di lutto: valorizza opere capaci di interrogare più ampiamente la condizione umana e il senso dell’esistenza.
La giuria è presieduta da Marina Valensise. Ne fanno parte Diego De Leo, presidente del Premio, Federica Corsini, Maria Pia Garavaglia, Lamberto Iezzi, Alessandra Kustermann, Susanna Lemma Preziosi, monsignor Renzo Pegoraro, Vincenzo Pepe, Paolo Possamai e Fabio Finotti.
Sabato 17 ottobre, alle 18, a Palazzo Santo Stefano, sarà quindi il momento di conoscere i titoli vincitori delle due sezioni. La cerimonia riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della cultura, chiudendo un’edizione che mette al centro la capacità dei libri di offrire strumenti per comprendere meglio sé stessi e gli altri.