Trattenere e attrarre talenti in Veneto è l’obiettivo dell’intesa firmata dalla Regione con Padova, Ca’ Foscari, Verona e Iuav. Il percorso indica 30 milioni per autonomia dei giovani e ricerca. Il bonus da 3mila euro l’anno per due anni è un’ipotesi: criteri e modalità sono ancora da definire.
Talenti in Veneto: cosa prevede S.T.A.Y.
Regione e quattro università hanno sottoscritto S.T.A.Y. Veneto, il protocollo per attrarre e trattenere talenti in Veneto attraverso formazione, ricerca, lavoro e servizi. La presentazione dell’intesa a Palazzo Balbi si è svolta il 3 novembre con il presidente Alberto Stefani e i vertici di Padova, Ca’ Foscari Venezia, Verona e Iuav.
Secondo il comunicato trasmesso da Ca’ Foscari, nasce un Tavolo permanente di coordinamento. Il lavoro riguarderà orientamento ed esiti occupazionali dei laureati, brevetti e risultati trasferibili della ricerca, infrastrutture scientifiche aperte alle imprese e attrazione di studenti e ricercatori, anche dall’estero.
Il bonus resta un’ipotesi
Per il percorso sono indicati 30 milioni di euro regionali. Circa 10 milioni riguardano “Progetto di vita”, misura sperimentale per accompagnare l’autonomia dei giovani che scelgono di restare, con attenzione ad abitare, mobilità, formazione e welfare.
L’ipotesi allo studio è un bonus annuo di 3.000 euro per due anni. Criteri e modalità attuative devono ancora essere definiti: il comunicato non annuncia un bando già aperto. La sperimentazione guarda al miglior 10% dei laureati magistrali e a ciclo unico degli atenei veneti e dei diplomati ITS; tra gli elementi da valutare figurano condizione economica, merito e coerenza con gli ambiti strategici regionali.
Gli altri 20 milioni sono indicati per dottorati industriali, assegni e borse per giovani ricercatori e ricerca applicata tra università e imprese, compresi prototipi e verifiche di fattibilità.
Casa e opportunità professionali
La ricognizione con atenei ed ESU conta 4.234 posti letto tra offerta ESU e residenze universitarie, previsti in crescita a 5.915 entro il 2029. Il programma comprende accompagnamento alla locazione e forme di sostegno alla permanenza, insieme a mobilità e servizi.
La rettrice di Padova Daniela Mapelli ha richiamato il dialogo tra università e sistema produttivo per creare opportunità qualificate. La collaborazione punta a coordinare competenze e infrastrutture, dando continuità al confronto avviato nel gennaio 2026.
