L’Ateneo conquista il giudizio più alto nell’accreditamento periodico. Sotto esame didattica, organizzazione, gestione delle risorse e servizi agli studenti. La rettrice Daniela Mapelli: «Riconoscimento corale». L’Università di Padova ottiene così il massimo giudizio previsto nel sistema universitario.
L’Università di Padova supera a pieni voti la valutazione dell’Anvur. Nel rapporto sull’accreditamento periodico, l’Ateneo ha ottenuto il giudizio «pienamente soddisfacente», il livello più alto previsto dal sistema di valutazione. Sono 23 i punti di attenzione su 24 che hanno raggiunto il punteggio massimo.
Il risultato riguarda il funzionamento complessivo dell’istituzione e non i singoli corsi di laurea. La verifica ha preso in esame diversi aspetti dell’organizzazione universitaria: dalla qualità della didattica alla gestione delle risorse, fino ai servizi destinati agli iscritti.
Università di Padova, i risultati della valutazione Anvur
Secondo quanto riportato nel rapporto, il dato rappresenta la migliore distribuzione dei giudizi finora registrata tra le università esaminate con il nuovo modello di valutazione. Tra gli ambiti considerati figurano anche l’organizzazione interna, la ricerca e le attività rivolte alla società.
La valutazione ha coinvolto inoltre 17 corsi di studio e cinque dipartimenti. Tra le strutture e i percorsi esaminati compaiono Medicina, Lettere, Odontoiatria e Ostetricia. Anche in questo caso, il giudizio ha restituito risultati complessivamente positivi, con diversi aspetti riconosciuti al livello più alto.
La rettrice Mapelli: «Un riconoscimento corale»
La rettrice Daniela Mapelli ha accolto il risultato sottolineando il lavoro portato avanti dalla comunità universitaria. «È un risultato che ci rende profondamente orgogliosi, perché riconosce non soltanto la qualità dell’Ateneo, ma soprattutto la solidità di un lavoro costruito giorno dopo giorno da un’intera comunità», ha dichiarato.
Mapelli ha definito il riconoscimento uno stimolo a migliorare ancora, valorizzando il contributo di docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti. Un risultato che, nelle parole della rettrice, premia un percorso condiviso e il lavoro delle diverse componenti dell’Università.
