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Frutta, verdura e carne a km zero: è realtà il progetto di e-commerce Coldiretti

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Ci avevano già provato con Ortocorto e le altre iniziative di "farmer's market" in giro per il territorio padovano, che costituiscono un autentico successo. Ed ora gli agricoltori padovani hanno deciso di passare dalla vendita diretta in piazza a quella organizzata in rete con il lancio del sito internet Kmzeropoint.it (clicca sul link) uno dei primissimi esempi di business to business declinato sui prodotti della terra.
La filiera corta, di cui tanto si sente parlare, diventa realta' a Padova e provincia grazie al progetto "Filiera Green - km zero point", l'innovativo sistema logistico applicato alla vendita on line che mette in contatto le aziende agricole del territorio con gli operatori del settore agroalimentare: ristoranti, alberghi, bar, pizzerie, rivendite di frutta e verdura, ambulanti, enoteche e negozi di alimentari. Una risposta forte dal territorio che arriva proprio nei giorni dell'emergenza trasporti che ha bloccato la consegna di prodotti agroalimentari in tutta Italia, con pesanti ripercussioni sulle imprese agricole e sui consumatori.
Il progetto, un'iniziativa della Camera di Commercio di Padova, realizzata da Coldiretti Padova in collaborazione con Confesercenti ed Appe, l'associazione provinciale dei pubblici esercizi. "Filiera Green - km zero point" introduce l'e-commerce nel settore dell'agroalimentare e mette a disposizione un canale distributivo "corto". I titolari di pubblici esercizi ed attivita' commerciali potranno "fare la spesa" direttamente dalle aziende agricole grazie allo strumento del portale internet e ordinare cosi' un'ampia gamma di prodotti freschi e di stagione.

 

Caro affitti in centro storico a Padova: la guida di Federcontribuenti

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Aprire un’attività commerciale a Padova senza essere vittima del caro affitti? Per farlo ci sarà presto uno strumento in più. Federcontribuenti Veneto sta preparando un vero e proprio studio di settore per stabilire quale sia il valore reale di mercato (in collaborazione con l’immobiliarista Filippo Sadocco) per gli affitti in centro storico e nelle zone limitrofe. Lo studio indicherà quanto è lecito pagare, mettendo dei paletti fissi: oltre una certa cifra non è più un affare, ma una fregatura.
Il valore di mercato, indicato nello studio, sarà reale, non quello «drogato» che spesso viene proposto. «Assistiamo sempre di più ad attività commerciali che chiudono – spiega Carlo Covino, segretario di Federcontribuenti Veneto – magari dopo pochi mesi di apertura. C’è un problema di fondo sugli affitti del centro: spesso i proprietari chiedono cifre esagerate, scatenando un effetto a catena che di fatto altera i valori. Ogni proprietario chiede aumenti basandosi su quanto fanno gli altri, appellandosi ad un valore di mercato che non è certo quello reale». Sui proprietari arriva l’affondo di Covino. «Pare che non si rendano conto del periodo  di crisi che stiamo vivendo – ricorda – con i loro affitti sconsiderati mettono in ginocchio anche loro stessi. E’ un qualcosa di molto pericoloso: quando i canoni di locazione diventano rendite parassitarie, la situazione si fa inaccettabile. Non tolleleremo questo giochetto per molto ancora».
C’è anche un altro problema: le grandi catene che sbarcano in centro storico spesso accettano di pagare affitti elevatissimi. «Non certo per poca scaltrezza, anzi – ricorda Covino – in questo modo sanno che si scatenerà l’effetto domino, e che tutti gli affitti rincareranno in breve tempo. E sanno anche che la grande catena se lo può permettere, il piccolo o medio commerciante così affonda. In un certo senso pagare di più conviene».
Ecco allora lo stillicidio di chiusure dell’ultimo periodo: un fenomeno che Federcontribuenti vuole combattere con forza. Lo studio di settore che si sta preparando fornirà una griglia con i valori reali dei metri quadri nelle varie zone della città. «Un aiuto per chi vuole investire il suo denaro in un’attività commerciale – conclude Covino – spesso mettendo in campo i risparmi di una vita, o chiedendo in prestito i soldi. La nostra analisi permetterà di affrontare l’investimento con molta più serenità».

Ultimo aggiornamento ( Sabato 28 Gennaio 2012 21:27 )
 

Findomestic: credito responsabile, e in crescita, anche a Nord Est

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Nel 2011 il reddito disponibile per abitante del Veneto e' aumentato dell'1,9%, in linea con il 2% della media nazionale, portandosi a quota 19.542 euro procapite. Lo ha reso noto Stefano Martini, responsabile della comunicazione corporate di Findomestic Banca. A guidare la classifica provinciale e' Venezia, con 20.335 euro di reddito pro-capite. E sempre Venezia fa segnare l'incremento percentuale maggiore, +3,3%.
''Un dato che sottolineiamo con piacere  - ha detto Martini - e' quello del calo del tasso di clienti a rischio, a Nordest come a livello nazionale stabilmente sotto il 3%. Segno che la crisi non ha indotto chi ha un finanziamento in corso nella tentazione di saltare una o piu' rate, anche perche' grazie al know how di Bnp Paribas, nostro partner, siamo riusciti a rinegoziare i prestiti piu' onerosi e comunque sempre a venire incontro alle esigenze del cliente con programmi personalizzati di accompagnamento al di fuori da situazioni di criticita'''.
Nel 2011 il monte prestiti erogati da Findomestic cresce a Nordest del 12%, in un comparto (il credito al consumo) in finanziarie e istituto di credito hanno faticato a tenere i volumi degli anni pre-crisi. Lo scorso anno in Veneto la spesa per i beni durevoli si e' ridotta del 5,4%. Un dato migliore di quello registrato dalla media Paese. Il controvalore complessivo e' stato pari a 5.574 milioni di euro. Tra le diverse voci di spesa, cresce (+6,4%) quello delle auto usate, mentre la perdita piu' pesante la registrano le vendite di elettrodomestici bruni (-19,4%). Perdono terreno anche gli acquisti di prodotti informatici (-9,6%). Rovigo e' la provincia piu' penalizzata dalla flessione di spesa per i beni durevoli (-8,1%). Tengono meglio Belluno, Verona e Vicenza, che comunque vedono scendere i volumi  complessivi del 4%.
In materia di risparmio, nelle regioni dell'Italia nord  orientale il 46% della popolazione negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito: il dato medio italiano, invece, e' inferiore di oltre 10 punti, e si ferma al 35%. Dati paragonabili quelli del Veneto a quanto riscontrato in Trentino Alto Adige, regione che pero' eccelle per la spesa familiare per beni durevoli (sfiora i 3 mila euro l'anno). Il dato del Trentino Alto Adige in questo comparto e' il piu' elevato tra quelli registrati in Italia nel 2011. A fronte di un tasso di risparmio identico, meno performante invece il Friuli Venezia Giulia nella spesa destinata ai beni per la casa, calata nel 2011 del 6,4%, con una contrazione superiore alla media nazionale in tutte le voci di spesa.     (ANSA).

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Gennaio 2012 20:21 )
 

Zilio attacca le liberalizzazioni: "Auchan e Poste segno della burla"

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“Se non fosse che le due notizie sono una ad alto tasso di drammaticità per i lavoratori interessati e l’altra ad alto tasso di disagio per gli utenti, sembrerebbero fatte apposta per dire: liberalizzazioni? Tutta una burla!”
Il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio, “pesca”, dal ricco menu delle notizie diffuse nel corso del week end su manovra del governo e liberalizzazioni, due informazioni di cronaca locale che sembrano dirla lunga su che cosa significhino le liberalizzazioni e chi ne siano le vere vittime.

“La notizia che l’Auchan – continua Zilio – ha in ipotesi il licenziamento di 65 lavoratori denuncia, in maniera eclatante, che non è vero che le liberalizzazioni creano posti di lavoro o, comunque, non ne creano “di qualità”. In questo senso abbiamo più volte sottolineato che uno studio di Confcommercio ha evidenziato come, per ogni nuovo posto (precario) di lavoro creato da nuove grandi strutture di vendita, se ne perdono quattro (definitivamente) nella distribuzione tradizionale”.

Ma per una liberalizzazione spinta che investe i negozi ce n’è una “in retromarcia” che riguarda i servizi.

“E questa – continua Zilio – è la prova provata che l’azione del governo è alquanto carente per ciò che attiene a banche, energia, servizi. Leggo che da oggi Poste Italiane, nel 90% degli uffici padovani, ha ridotto il proprio orario di sportello anticipando la chiusura dalle 14 alle 13.35. E’ vero che qualche ufficio avrà un orario più lungo, così come è vero che, al mattino, anticiperanno l’apertura di cinque minuti, ma resta pur sempre il fatto che nel 90% degli uffici ci sarà un complessivo di 20 minuti in meno di servizio”.

Come dire: nel commercio si lavorerà di giorno, di notte, di domenica e persino nelle feste comandate, ma nei servizi, nella pubblica amministrazione, ecc. è meglio se, al posto di ampliare l’orario, si provvede a ridurlo.
“Evidentemente – conclude amaro il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – questo è un Paese dove i poteri forti mantengono quell’occhio di riguardo che non è riservato alla stragrande maggioranza dei cittadini”.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Gennaio 2012 18:03 )
 

Il Consorzio regionale di garanzia di Confartigianato è nel registro degli intermediari finanziari

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La conferma è arrivata dalla Banca d'Italia lo scorso 27 dicembre: il Consorzio Regionale di Garanzia, emanazione della Confartigianato del Veneto, è stato iscritto nell'elenco speciale degli intermediari finanziari. In sostanza: il Consorzio, dall'inizio dell'anno, può operare in quello che, in gergo, viene definito il "regime 107" che per mesi è stato l'argomento che ha visto Upa e Artigianfidi sui lati opposti della barricata, anche perchè è stato più volte tirato in ballo per giustificare il "matrimonio" tra la stessa Upa ed il confidi della Cna.
Ma adesso che il Consorzio Regionale di Garanzia per l'Artigianato, del quale fa parte anche Artigianfidi Padova, ha ottenuto l'iscrizione (il che significa che tutti i consorzi aderenti passano in regime di 107 baricentrico), cade l'argomento principale sul quale l'Upa ha fondato buona parte del proprio ostracismo nei confronti del confidi presieduto da Simone Tonin e diretto da Fabio Di Stasio.
"Era evidente a suo tempo e lo è ancor di più oggi alla luce di questa novità - sottolinea Tonin - che la scelta dell'Upa non era tecnica ma squisitamente politica. Per mesi abbiamo sostenuto che andava rafforzato il sistema Confartigianato che ci vede leader in Veneto con quasi 1.500 milioni di finanziamenti garantiti che corrispondono al 73% di tutte le garanzie prestate alle imprese artigiane della regione e che ci colloca a ridosso, in Italia, di Lombardia ed Emilia Romagna!"
Questo però non significa che, per le imprese, si prospetti un 2012 in discesa.
"Le difficoltà - aggiunge il direttore Di Stasio - ci sono e, per certi aspetti, aumentano ogni giorno che passa vista la sostanziale carenza di liquidità delle banche. In ogni caso l'iscrizione del Consorzio al registro dei "107" ci consentirà da un lato di operare sia come confidi 106 che come 107, ma dall'altro eliminerà ogni possibile discriminazione nei nostri confronti anche a livello di contributi pubblici".
E a proposito di "pubblico", Tonin avanza una proposta.
"E' evidente - aggiunge il presidente di Artigianfidi Padova - che i confidi, proprio per la loro attività capillare sul territorio, non possono essere lasciati soli. Lo Stato e la Regione devono farsi carico delle difficoltà delle imprese facendo pressioni sul mondo bancario affinchè rispetti gli accordi in essere e apra i cordoni della borsa".
"Perchè - conclude Di Stasio - la situazione economica attuale richiede forti iniezioni di liquidità. In caso contrario molte imprese rischiano seriamente di chiudere!"

Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Gennaio 2012 15:05 )
 

Green economy: la padovana Sorgent-e sbarca in Cile con un investimento da 300 milioni di euro

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Taglio del nastro a Mariposas in Cile per la seconda centrale idroelettrica realizzata nel paese andino dal Gruppo Sorgent-e di Padova, player mondiale nel settore delle energie rinnovabili; presenti all’inaugurazione insieme a Daniele Boscolo Meneguolo,  Amministratore Delegato di Sorgent-e Holding SpA anche Rodrigo Alvarez Z Ministro dell’Energia della Repubblica del Cile e Vincenzo Palladino, ambasciatore italiano in Cile.
L’impianto, che ha una potenza di circa 6,5 MW, ha comportato un investimento di 20 milioni di dollari attraverso un’operazione di project financing sviluppata dalla società veicolo Hidrolircay SA con banche locali che hanno finanziato l’opera con tassi agevolati coperti dalla tedesca KFW. I lavori per le parti elettromeccaniche hanno visto in prima linea S.T.E. Energy, uno dei maggiori costruttori italiani di impianti a livello internazionale.

La centrale, mirabile esempio di sfruttamento energetico ecocompatibile, produrrà più di 40 milioni di kWh di energia elettrica, che corrispondono al consumo di una città con 30.000 abitanti e al consumo risparmiato di 18.000 barili di petrolio; una produzione energetica che nell’arco di un anno evita l’emissione in atmosfera di 20 mila tonnellate di Anidride Carbonica (CO2).
L’impianto di Mariposas è in grado di garantire l’utilizzo multiplo dell’acqua (uso agricolo, irriguo e idroelettrico); una soluzione altamente innovativa resa possibile dall’expertise sviluppata dal Gruppo Sorgent.e nelle realizzazioni italiane, in particolare sugli impianti idroelettrici lombardi lungo i corsi dell’Adda, dell’Oglio, del Serio e nella centrale gemella di Lircay (20 MW), già attiva da 4 anni a circa 7 km più a nord, sempre nella provincia di Talca.
Situata nella valle del rio Maule, uno dei maggiori corsi d’acqua del Cile, la centrale utilizza le acque irrigue gestite dall’ Associazione dei Canalisti del Maule, che raggruppa oltre 3.000 utilizzatori della risorsa idrica e ha collaborato alla realizzazione della struttura, partecipando poi direttamente ai benefici della Centrale.
Mariposas si colloca in un più vasto programma di investimenti e realizzazioni che il Gruppo Sorgent.e sta portando avanti in Cile e in altri paesi del Continente americano allo scopo di contribuire così allo sfruttamento ecocompatibile delle immense potenzialità idroelettriche presenti.

In Cile è iniziata la costruzione di un’altra centrale idroelettrica (l’inaugurazione è prevista per la primavera del 2013) della potenza complessiva di circa 13 MW, per un investimento di circa 30 milioni di dollari. In Canada, Costarica, Colombia e Perù il Gruppo Sorgent.e è in attesa delle autorizzazioni per procedere alla costruzione di impianti idroelettrici per un investimento complessivo oltre 300 milioni di dollari.
“L’inaugurazione della centrale Mariposas – dichiara Graziano Debellini, Presidente di Sorgent-e Holding SpA - costituisce un ulteriore tassello di una storia aziendale che, anche in un momento di crisi globale, continua a vedere nuovi sviluppi con significativi investimenti soprattutto all’estero, grazie alle nostre comprovate peculiarità: tecnologia all’avanguardia ed ecosostenibile che opera secondo criteri di alto valore sociale ed economico, in sinergia virtuosa con le comunità locali e tutte le realtà coinvolte”.



Caratteristiche Tecniche
Portata Massima di progetto: 20 mc/s
Salto Nominale: 35,5 m
Potenza Installata: 6,5 MW
Produzione Media (annua): 40 GWh

Gruppo Turbina - Generatore
Tipo di turbina: 1x KAPLAN
Potenza in uscita: 6.461 kW
Velocità: 500 rpm
Salto lordo: 35,5 m
Portata massima: 20 mc/s
Tipo di Generatore: Sincrono ad asse verticale
Tensione nominale: 6.600 Volt
Frequenza: 50 Hz
Velocità: 500 rpm
Potenza in uscita: 6.959 kW


Sorgent.e – cui fanno capo oltre 30 società, tutte attive nel settore delle energie rinnovabili – è un player riconosciuto a livello mondiale nel settore dell’energia ed uno dei casi più originali della green economy italiana.

Questi i suoi numeri significativi: 100 milioni di Euro di fatturato, 28 impianti in costruzione in 9 paesi del mondo, altri 5 in portafoglio solo in Sudamerica, 850 MW di energia rinnovabile realizzati e già in funzione e altri 800 MW in sviluppo, investimenti complessivi per oltre 400 milioni di Euro.

Alla base dell’eccellenza e della credibilità internazionale che il gruppo Sorgent.e si è conquistato in oltre 16 anni di attività ci sono le competenze professionali di imprenditori-manager formatisi all’Università di Padova e riunitisi nel 1995, dopo significative esperienze all’estero, per dar vita a STE (Sistemi Tecnico Elettrici), oggi STE Energy, braccio operativo del gruppo, specializzato nella costruzione e gestione di impianti. In primo luogo dunque una storia di uomini, di persone che condividono un’avventura imprenditoriale finalizzata a produrre energia elettrica da fonti di energia rinnovabile, salvaguardando l’ambiente e creando nuove opportunità di lavoro e di business.

Sorgent.e è leader a livello mondiale nella progettazione, costruzione e gestione di centrali idroelettriche in Italia e all'Estero. Vanta poi importanti investimenti in una decina di campi fotovoltaici per una potenza installabile di oltre 100 MW e un portafoglio di parchi nel settore eolico per 400 MW.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Gennaio 2012 01:31 )
 

Crack Lehman: il Comune guida i padovani alla riscossione. Sirone: "Fiduciosi"

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"Entro marzo pensiamo di avere un primo pronunciamento sulla causa relativa al crack Lehman, e siamo fiduciosi". A dirlo il presidente di Aps finanziaria, la cassaforte del Comune di Padova che detiene nel proprio portafogli titoli dell'istituto finanziario fallito per un valore di carico che supera i quattro milioni di euro. Sirone ha incontrato in serata un centinaio di cittadini padovani a cui il Comune, attraverso il pool di legali che si sta occupando del contenzioso giudiziario, stanno dando assistenza. "Alla luce dello stato del contenzioso - spiega Sirone - si è suggerito ai risparmiatori di attendere l'esito della perizia disposta nel procedimento principale, in modo da poter verificare, prima di intraprendere azioni risarcitorie personali, se la rischiosità dell'investimento sarà (come si spera) confermata dagli esperti nominati dal Tribunale di Padova".
Se la consulenza tecnica risulterà favorevole per il Comune, i privati potranno beneficiare dei risultati ottenuti in sede istruttoria, valutando l'avvio di iniziative individuali per il ristoro delle perdite subite.
Nel frattempo si è presentata ai risparmiatori l'opportunità di inviare alla banca intermediaria, agli eventuali promotori finanziari e al Consorzio PattiChiari una lettera di messa in mora, in modo da impedire il maturare di qualsiasi termine di prescrizione.
Nel corso della riunione gli avvocati hanno riferito ai risparmiatori la possibilità, da tenere a loro avviso in considerazione se i detentori si trovano nella necessità immediata di rientrare dell'investimento andato in fumo, di ricevere un prezzo corrispondente a circa il 20 per cento medio della somma investita inizialmente attraverso la cessione delle quote ad intermediari finanziari. Nel corso del procedimento fallimentare americano infatti sono stati attualmente presentati presso il tribunale fallimentare tre piani alternativi, che prevedono un tasso approssimativo di rimborso variabile tra il 16% (piano Goldman dell'aprile 2011), il 21,4% (piano Alvarez & Marsal del gennaio 2011) ed il 24% (piano Paulson del dicembre 2010).
"Allo stato attuale - spiega il presidente di Aps finanziaria Sirone - non è ancora possibile dire con esattezza quando verranno effettivamente corrisposti i primi rimborsi, essendo tuttora in corso alcuni contenziosi legali finalizzati a recuperare sostanze da destinarsi agli obbligazionisti e agli altri creditori dell'emittente Lehman Brothers. Noi comunque puntiamo a rivalerci direttamente nei confronti del consorzio Patti chiari e Cassa di Risparmio del Veneto che collocò presso la finanziaria l'ordine di acquisto dei titoli".

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Gennaio 2012 21:44 )
 

City insurance assicurazioni ha le carte in regola per coprire l'azienda ospedaliera di Padova

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Non hanno evidentemente reagito bene le aziende di assicurazione che hanno visto vincere a sorpresa la società di assicurazioni romena Citu Insurance , che si è aggiudicata il bando regionale di copertura dei rischi da colpa medica con danni superiori ai 500mila euro dell'azienda ospedaliera di Padova. City insurance copre dai rischi già altre aziende ospedaliere in Italia come quella di Rimini e Bari, per una entità di oltre quattromila posti letto. Eppure sulla compagnia romena sono state fatte molte illazioni, ed addirittura in Regione qualcuno ha mandato anche delle lettere anonime. A spiegare perchè la City insurance abbia scelto di coprire dai rischi l'azienda ospedaliera di Padova è Nicoale Muscat, presidente della società di assicurazioni con capitale sociale certificato che supera i 18 milioni di euro. "Ogni cliente - spiega Nicolae Muscat - che si avvale dei servizi della nostra compagnia assicurativa viene analizzato con attenzione prima della formulazione della proposta, che viene poi vagliata nei bandi di gara pubblici. La situazione di indiscutibile eccellenza della sanità veneta a livello europeo, è particolarmente interessante e per questo abbiamo deciso di partecipare al bando di gara, scoprendo solo a posteriori con nostra grande sorpresa di essere stati gli unici operatori assicurativi ad avervi partecipato". Regolarmente iscritta all'Isvap, l'istituto di vigilanza sulle attività assicuratrici in Italia, la City insurance S.a. ha un capitale sociale interamente versato di 3 milioni e 747mila euro, capitale che arriverà a 10 milioni di euro di capitale sociale entro i prossimi sei mesi, e conta già, da stato patrimoniale certificato, in un patrimonio immobiliare del valore di oltre 18 milioni di euro.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 15 Gennaio 2012 15:13 )
 

Artigianfidi Padova: Simone Tonin è il nuovo presidente

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Cambio della guardia al vertice di Artigianfidi Padova. A Giampaolo Dal Pozzo, che rimane nel consiglio di amministrazione e conserva la carica di vicepresidente del Consorzio Regionale di Garanzia subentra Simone Tonin, imprenditore del settore impiantistico.
Tonin, sposato, un figlio, una laurea in ingegneria conseguita all'Università di Padova, faceva già parte della compagine amministrativa del maggior consorzio di garanzia fidi della provincia di Padova che conta quasi 9 mila soci.
"I consorzi fidi - ha detto il neopresidente - in questo momento di grande difficoltà soprattutto per le piccole imprese, rappresentano spesso l'unico, autentico aiuto per chi, nonostante tutto, ritiene di poter investire e pensare, in senso positivo, al domani".
Artigianfidi Padova, con oltre 5 milioni di patrimonio netto e garanzie in essere per oltre 50 milioni di euro, oltre alla sede storica di piazza De Gasperi, da meno di un anno, dopo il "divorzio" dall'Unione Artigiani, ha aperto due nuove sedi a Monselice ed Abano Terme e si è pure fatto promotore dell'Upi, l'Unione Provinciale Imprese, nuova associazione imprenditoriale intercategoriale che vanta già oltre 600 associati.
Unico confidi provinciale aderente al Consorzio Regionale della Confartigianato del Veneto, Artigianfidi Padova è la maggior struttura del tipo operante sul territorio.
"Il nostro compito - ha continuato Tonin - oltre che essere quello di concedere garanzie alle imprese nostre socie, è anche quello di richiamare il mondo bancario alle proprie responsabilità: la crescita ha bisogno del credito!"
Nella sua azione, oltre che da Dal Pozzo e dal direttore, Fabio Di Stasio, Tonin potrà contare sull'apporto dei consiglieri Stefano Molon, Cristiano Caporello, Dario Cellon, Massimo Schiavon, Fabio Schievano, Antonio Toffanin e Andrea Usino. Fanno invece parte del collegio sindacale Lino Beltramin, Giuseppe Perencin e Fabio Salvaggiani.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Gennaio 2012 12:22 )
 
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