Trevisan punta sull'eccellenza e si apre al mercato automotive

Trattare i metalli è da 45 anni il lavoro quotidiano della Trevisan Srl, ma da oggi si arricchisce di un nuovo strategico sbocco di mercato: quello dell'automotive. L'azienda ha infatti ottenuto la certificazione ISO TS 16949, il più importante standard automobilistico a livello mondiale, che combina una serie di standard di qualità, fra cui ISO 9001, certificazione che l'azienda ha ottenuto fin dal 1996. Con la nuova certificazione, che sarà ufficialmente assegnata nel mese di luglio 2017, giunge al traguardo un anno di intenso lavoro sulla qualità dei processi aziendali, che sono passati al vaglio di due audit condotti dalla società di certificazione DNV GL nei mesi di aprile e maggio.

Fondata nel 1972 a Massanzago, nell'Alta Padovana, come azienda familiare, nel 2015 Trevisan Srl è stata acquisita da VeNetWork – società per azioni che riunisce 56 imprenditori veneti impegnati nel finanziamento e sviluppo di re-startup e nuove imprese – che ne ha impostato il rilancio con una nuova struttura manageriale, guidata dall'amministratore delegato Marco Trevisan (il cui cognome è un caso di omonimia, non facendo parte della compagine familiare dei fondatori).

L'azienda è una Pmi che conta circa 30 dipendenti, ha un fatturato di 4,3 milioni di euro nel 2016, e realizza quattro tipologie di lavorazione sui metalli: trattamenti termici, sabbiatura, verniciatura e sbavatura. I forni arrivano fino a 1150 gradi e possono lavorare dall'alluminio alla ghisa fino agli acciai. Nei 26mila metri quadri di stabilimento, di cui 10mila coperti, si lavorano componenti di pale eoliche, basamenti di macchine industriali, elementi per il settore oil & gas, grandi lamiere e profilati, costruzioni meccaniche di ogni dimensione. L'obiettivo è ora di porsi come punto di riferimento per il mercato delle componenti per auto, un settore in forte espensione, basti pensare al dato delle immatricolazioni cresciute nel 2016 in Italia del 15,8%.

«La nuova certificazione ISO TS 16949 è un prerequisito imprescindibile per entrare nella supply chain del settore automotive in qualità di fornitore accreditato – spiega Marco Trevisan, amministratore delegato di Trevisan Srl –. L'obiettivo è quello di consolidare e accrescere la nostra presenza in un settore strategico per la nostra economia. Motore, cambio, sospensioni, alloggiamenti: sono molte le componenti dell'auto in cui si utilizzano metalli che devono passare per un trattamento come quelli da noi operati. Per questo ci poniamo come partner di riferimento per tutto il Triveneto per la filiera delle imprese che lavorano nella componentistica del settore automobilistico».

«Trevisan è un'azienda metalmeccanica con una storia importante alle spalle e un'ottima reputazione di affidabilità e solidità – commenta Tiziano Busin, amministratore delegato di VeNetWork –. Un esempio di quell'ingegno industriale veneto che VeNetWork si è dato la missione di sostenere e rilanciare, con un'iniezione di managerialità e investimenti. Investire in qualità è importante tanto quanto spendere per un nuovo macchinario: ottenere questa certificazione è il biglietto da visita che permette a Trevisan di accedere a un nuovo mercato. Una scelta strategica che pone questa impresa come player al servizio delle tante Pmi che nel Triveneto producono componenti per i grandi marchi dell'automotive».

Niuko è eccellenza a livello nazionale tra le realtà di formazione emanazione di Confindustria

L'offerta di servizi formativi di Niuko Innovation & Knowledge, società delle territoriali di Confindustria di Padova e Vicenza, è tra le migliori del Sistema associativo. Parola di Confindustria nazionale, che attraverso il proprio gruppo tecnico Servizi associativi ha completato una mappatura dei servizi innovativi ed eccellenti offerti alle imprese dalle associazioni, nell’ambito della quale Niuko spicca dal punto di vista organizzativo ma anche dei risultati: il fatturato di Niuko nel 2016 è superiore agli 11 milioni di euro.

Eccellenza, innovatività, replicabilità, servizio ai territori e alle categorie: sono questi i quattro criteri sulla base dei quali Confindustria ha mappato i servizi offerti alle imprese, indicandoNiuko tra i punti di riferimento nella formazione. L’associazione ha valutato l’offerta di «servizi considerati eccellenti e che mostrano un ottimo riscontro in termini di soddisfazione e fruizione da parte delle imprese associate; servizi avanzati non ancora facilmente reperibili sul mercato, o che accompagnano le imprese verso frontiere di sviluppo strategico o compliance normativa rispetto ad adempimenti legislativi in divenire; modelli organizzativi che possono essere adottati, integralmente o tramite adattamenti, da altre realtà associative, in un’ottica di efficientamento organizzativo delle risorse umane e di sostenibilità economica; servizi specialistici che possono essere messi a disposizione delle territoriali da parte delle categorie o viceversa».

Alla scelta ha certamente contribuito l’impegno di Niuko sui fronti più avanzati della formazione: dal potenziamento delle competenze trasversali alle opportunità offerte da Industry 4.0, dallo snellimento dei processi alla ridefinizione dei prodotti, dalla riorganizzazione aziendale in ottica “snella” alla creazione di vere e proprie Academy d’impresa. Lo scorso 23 marzo, inoltre, la società ha ricevuto il Premio Adriano Olivetti per l’Experiential Training Barcamp, innovativo format dedicato alla formazione esperienziale.

«Abbiamo posto a confronto modelli differenti sviluppati dalle associazioni per l'erogazione di uno stesso servizio – spiega Giuseppe Oriana, Presidente del Gruppo Tecnico Servizi Associativi di Confindustria – e raccolto in un portale web quelli innovativi ed eccellenti in diversi ambiti, dal credito al welfare aziendale, dal risk management all’internazionalizzazione, dalla formazione ai servizi evoluti HR. Il nostro obiettivo è quello di favorire iniziative volte ad innalzare il livello di servizio medio offerto dal Sistema alle imprese associate, attraverso la diffusione della conoscenza dei servizi innovativi ed eccellenti e stimolare la loro “contaminazione virtuosa” tra le Associazioni»

«Il riconoscimento giunto da Confindustria – sottolinea l’ad di Niuko Marina Pezzoli – ci rende felici ed orgogliosi per vari motivi, ma soprattutto per due ragioni. La prima è che a classificarci come tra i migliori nella formazione sono proprio le imprese, cioè quel mondo per il quale quotidianamente progettiamo e garantiamo percorsi di crescita personale, professionale e aziendale ad alto tasso di innovazione. La seconda è che in questo primato vediamo la conferma che siamo sulla buona strada: quella di una società che non si accontenta mai dei risultati, pur lusinghieri, che raggiunge e che continua giorno dopo giorno lungo un percorso continuo di ricerca e sviluppo».

Niuko Innovation & Knowledge è la società per la formazione delle territoriali di Confindustria di Padova e Vicenza. Rappresenta il più grande polo formativo italiano in ambito confindustriale, con oltre trent’anni di esperienza. Progetta e realizza percorsi di formazione e consulenza per lo sviluppo delle competenze individuali e aziendali, con una particolare specializzazione su formazione esperienziale, sviluppo delle Soft Skills, realizzazione di Academy aziendali, interventi per la riorganizzazione aziendale.

 

Carni italiane eccellenti: Azove celebra ad Agripolis il traguardo della qualità verificata

Si è tenuto oggi presso la sede del Campus di Agripolis dell’Università di Padova l’evento “Festeggiamo assieme la Nostra Qualità Certificata”, voluto dalla cooperativa Azove, uno dei maggiori produttori di carne in Veneto, per riunire istituzioni regionali e locali, soci, buyer, distributori e consumatori e celebrare così insieme sia i positivi risultati dell’azienda che i valori della certificazione “QV - Qualità Verificata”, istituita dalla Regione Veneto, della quale Azove è concessionaria.  

La Cooperativa Azove, con una storia e un know how di quasi 45 anni nel panorama veneto e nazionale della zootecnia bovina da carne, è una realtà unica nel suo settore in quanto gestisce l’intera filiera produttiva, dall’allevamento sino alla commercializzazione e distribuzione delle carni bovine. Sono oltre 130 gli associati che operano con elevata professionalità attraverso la Cooperativa, con strutture di allevamento all’avanguardia che permettono una produzione annua di circa 45.000 capi. In un mercato, quello della carne bovina, nel quale il trend dei consumi continua a inesorabilmente a calare (-3,3% nel 2016), Azove rappresenta un’azienda in forte controtendenza, in continua crescita e sviluppo: un fatturato consolidato 2016 di oltre 130 milioni di euro, più di 11 milioni di kg di carne lavorati e commercializzati, 50.000 tonnellate di alimenti zootecnici acquistati e forniti ai socie un bilancio di chiusura 2016 che ha registrato un utile di oltre 225.000 euro.

Oltre ai numeri legati a produzione e commercializzazione, Azove è tra i leader in Veneto anche per tutti i servizi e l’assistenza che accorda ai propri soci, che spaziano dalla  fornitura di materie prime e mangimi con formulazione diretta, all’assistenza sanitaria e nutrizionale fino a quella informatica e gestionale per le aziende, dalla garanzia di pagamento dei conferimenti agli accordi specifici con il sistema bancario per facilitare l’accesso al credito.

Azove dispone anche della certificazione di rintracciabilità di filiera, che comprende tutti i suoi allevamenti soci e le attività di macellazione e lavorazione delle carni, garantendone sempre la corretta e trasparente gestione.

Gli sforzi degli ultimi anni sono stati volti inoltre a incrementare la commercializzazione delle carni bovine prodotte dai soci e in tale contesto si sono sviluppati i rapporti con i più grandi gruppi della GDO (Esselunga, Conad, Despar, Eurospin e Famila), ai quali si affiancano anche un consolidato rapporto con gruppi della distribuzione organizzata e con le macellerie tradizionali.

Un impegno costante che ha prodotto come risultato il regolare progressivo aumento delle quantità di carni vendute da Azove, conun incremento a due cifre (oltre 12 % annuo) nell’ultimo triennio. La proiezione per il 2017 porta al superamento dei 30.000 capilavorati, con una crescita prevista della commercializzazione attraverso il canale GDO del 20%.

“Forti di questi risultati e con l’obiettivo di ottimizzare la gestione completa della filiera, per massimizzare il reddito degli allevatori soci attraverso la migliore valorizzazione delle loro produzioni, – ha commentato il Presidente di Azove Fabio Scomparin - di recente abbiamo deciso di acquistare, a Cittadella in provincia di Padova, una moderna struttura per la lavorazione che diventerà operativa a breve  e che consentirà di unificare tutte le attività del Gruppo: da quelle a monte relative all’allevamento sino a quelle a valle concernenti la macellazione, la lavorazione e la commercializzazione delle carni”.

In questo modo si completa tutto il ciclo produttivo e Azove da cooperativa di servizi si configura a tutti gli effetti come cooperativa agroalimentare di qualità, perché la qualità è da sempre tra le priorità del Gruppo che investe molto per incrementare e migliorare le caratteristiche dei propri prodotti e servizi, nella consapevolezza dell’importanza del benessere del consumatore. Azove è stato infatti tra i primi produttori a garantire gli allevamenti per il benessere animale.

Per discutere e argomentare l’importanza della produzione di qualità e del contributo dei valori proteici e nutrizionali in una dieta equilibrata, Azove ha promosso durante la giornata il confronto Racconti di Qualità. La Carne Rossa al Centro della Tavola”,moderata dal noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, dove a confrontarsi apertamente sul ruolo della carne rossa nell’alimentazione si sono alternati il Prof. Mauro Zamboni – Nutrizionista, Componente Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute, il Prof. Giovanni Bittante – Ordinario di Zootecnica Generale dell' Università degli Studi di Padova, il canottiere olimpico Rossano Galtarossa e i rappresentanti della governance di Azove stessa.

L’evento si è poi concluso con una degustazione dei prodotti del Gruppo Azove attraverso uno Show Cooking condotto dallo Chef Claudio Crivellaro, Presidente dell'Unione Cuochi del Veneto.

 

Casinò di Venezia: giorni difficilissimi tra la concorrenza di Nova Gorica e quella dei giochi online

La data fatidica per il casinò di Venezia è quella di mercoledì 24 maggio quando i dipendenti della storica istituzione di Cà Vendramin hanno deciso di incrociare le braccia.

Niente fishes, niente roulette e black jack per gli aficionados della suggestiva location sul Canal Grande. E niente da fare nemmeno per chi sceglie la più comoda sede distaccata in terraferma di Cà Noghera. Anche lì sarà fermo tutto compresi i tavoli da poker e le slot machine. Insomma un giorno davvero triste per gli appassionati del gioco. Ma come si è potuti arrivare a tutto questo? Sarebbe troppo facile dare la colpa di tutto al sindaco

Luigi Brugnaro, che si è trovato le mani una patata già bollente da un pezzo. La verità è che la crisi del casinò veneziano affonda le proprie radici su due oprincipali fattori: uno

diretto e l'altro congiunturale. Il fattore diretto che destabilizza da anni i conti di una delle case da gioco più antiche d'Italia è l'alto livello delle retibuzioni dei dipendenti comunali che sovrintendono alle operazioni in sala. Già il sindaco Massimo Cacciari, anni fa ebbe a lamentarsi del fatto che ci fossero addetti ai tavoli che guadagnavano più del primo cittadino stesso della città lagunare. Ma il caro personale da solo non può bastare a spiegare la crisi del casinò municipale. Un'altra mina innescata alle fondamenta di istituzioni come i casinò è la congiuntura e la competizione crescente delle esperienze di gioco online. Solo per fare un esempio tra i molti che si potrebbero fare, giocare a blackjack a Voglia di Vincere è altrettanto avvincente dell'esperienza reale ed in più permette la comodità e la privacy della dimensione domestica, per non parlare delle possibilità di moltiplicazione delle puntate a causa dei bonus di benvenuto.

I casinò di Saint Vincent e Campione d'Italia non se la passano meglio di quelli veneziani. Segno che il management non può molto, tanto più che la concorrenza in questi ultimi anni è cresciuta. E non solo quella oltre la ex frontiera tra Italia e Slovenia, con Nova Gorica che è diventata una sorta di piccola Las Vegas a due ore di macchina da Venezia, Padova e Treviso, ma anche perchè già in qualsiasi città gli appassionati di slot machine e giochi elettornici con premi in denaro, possono sbizzarrirsi con ogni tipo di slot elettronica.

Quale via d'uscita per il muro contro muro tra amministrazione comunale e dipendenti del casinò più che scettici sulle strategie di rilancio messe nere su bianco al tavolo

negoziale? Difficile dirlo. Un segnale nefasto è arrivato nei giorni scorsi quando la discussione sul tema in Consiglio comunale non è neanche iniziata per mancanza del numero legale.

"Il Casinò di Venezia - è detto in una nota diffusa dai sindacati, Cgil, Cisl, Cisal, Rlc, Ugl - continua a erogare al Comune di Venezia ingenti risorse, ben più di quelle fornite da

Campione, Saint Vincent e Sanremo, gli altri tre Casinò italiani, che hanno sistemi di convenzione non predatori e che mantengono in sicurezza le loro aziende. Eppure viene

definito in perdita, perché, diversamente da quanto indicato recentemente dalla Corte dei Conti, il Comune acquisisce tutti gli incassi e non solo gli utili.

Ma il peggio - proseguono i sindacati in una nota diffusa alla stampa - è che oggi si è archiviata ogni idea di rilancio e di gestione orientata ad attrarre clientela e fare

incassi: come una meteora è passato un Direttore Generale con esperienze internazionali, che hanno scelto e poi liquidato (con che spesa?), forse competente sul gioco, ma all'oscuro di come si fa gestione aziendale. Visto l'accentramento di tutto, trattativa sindacale compresa, forse siamo stati anche ingiusti nel valutare un Cda, insediato da ottobre 2015, che molto probabilmente non è stato granché lasciato lavorare in maniera autonoma"

FabLab Network: dove le idee diventano aziende e prendono il largo nel mare dell'innovazione internazionale

Padova, Venezia, Rovigo e Vicenza . Su questi quattro territori si estende FabLab Network Srl azienda nata a gennaio e che sta sviluppando la collaborazione tra imprese e laboratori digitali. Inizia quest'anno, secondo Paolo Moro, amministratore delegato di FabLab Network, la "seconda fase dei FabLab veneti. E' ora di mettere insieme le migliori esperienze e di affrontare in maniera coordinata le sfide più grandi". Sfide che vanno dalla partecipazione, appena conclusa, di alcuni imprenditori digitali alla fiera di Parma, alla progettazione della missione veneta all fiera di Berlino Ifa, la più grande d'Europa dedicata all'innovazione.
In occasione della prossima "Maker fair" di Roma, il network coordinato da Paolo Moro sta sviluppando dei prototipi sulla realtà virtuale e sulla sensoristica moderna: "l'innovazione non va in ferie quest'anno negli uffici di viale della Navigazione Interna - spiega Paolo Moro - la fiera di Roma è in programma per dicembre. Chiunque abbia voglia di sporcarsi le mani in campo digitale è il benvenuto: basta venirci a trovare al FabLab".
Il FabLab Network insomma funziona come una rete a strascico per le idee. "Stiamo funzionando come sentinelle e serre per le idee sul territorio - spiega Moro - solo entro l'estate formeremo oltre 100 giovani in progetti di accrescimento della conoscenza dedicati ai disoccupati, intercettando fondi europei, e aiuteremo una trentina di ragazzi dei progetti scuola e lavoro ed altrettanti professionisti mandati dalle aziende diventeranno esperti di internet delle cose e di industria 4.0".

Sabato e domenica il Premio della bontà all'attaccante del Chievo Riccardo Meggiorini

Tutto pronto per la conclusione della 43esima edizione del Premio della Bontà, pensato negli anni ‘70 per stimolare i ragazzi a riflettere ed esprimersi su un tema sociale, quest’anno ispirato dalle parole di Papa Francesco: Il virus dell’indifferenza ci fa chiudere occhi e cuore di fronte ai bisogni di chi ci sta accanto. Hai un suggerimento per curare questa malattia e divenire, come dice Papa Francesco, albero di vita, che assorbe l’inquinamento dell’indifferenza e restituisce al mondo l’ossigeno dell’amore?”. Lotta all’indifferenza tema caro al Santo Padre che lo ha ripreso recentemente durante la sua visita pastorale a Fatima invocando la «mobilitazione contro l’indifferenza che raggela».

Sabato 20 maggio sera, con inizio alle ore 20.30, all’Auditorium del Conservatorio musicale “Cesare Pollini” di Padova (ingresso da Via C. Cassan 17) si svolgerà lacerimonia civica con ingresso libero e gratuito, alla presenza delle Autorità Civili, Religiose e Militari e dei rappresentanti delle Associazioni Cittadine.

Saranno presenti tutti gli allievi delle Scuole vincitrici del concorso, selezionati per le tre categorie del Premio – Narrativa, Disegno e Multimediale –, e i vincitori dei Premi della Bontà 2017 assegnati all’attaccante del Chievo Calcio Riccardo Meggiorini, che è intervenuto in difesa di una persona aggredita a lui sconosciuta e ai dipendenti della Ditta Brenta PCM di Molvena (VI) che, in accordo con l’amministrazione aziendale, hanno donato parte delle loro ferie alla collega Michela Lorenzin per consentirle di restare accanto alla sua bimba malata sino alla fine.

 La serata verrà accompagnata in tutte le fasi della premiazione dall’Orchestra dei POLLI(ci)NI JUNIOR, che eseguirà un ricco programma musicale. Il Conservatorio“Pollini” infatti da alcuni anni promuove un’attività di musica d’insieme rivolta agli studenti dei primi anni di studio, nata dalla necessità di preparare l’inserimento dei nuovi iscritti all’orchestra dei “Polli(ci)ni”, una piccola orchestra in cui i giovani allievi affrontano le problematiche inerenti alla pratica orchestrale con musiche adatte al loro livello tecnico ed un percorso di studio con breve repertorio presentato anche in manifestazioni pubbliche.
A dare l'avvio alla serata il Preludio al "Te Deum" di Charpentier; dopo la premiazione della sezione Narrativa il Concerto "Nach Caroubel" di Anonimo; a seguire la premiazione della Sezione Disegno incorniciata da tre brani da "For children" di B. Bartok: Studio, Pentatonico, Canzone d'inverno; mentre ad accompagnare la premiazione della sezione Multimediale "La Musica notturna di Madrid" di Boccherini, Quintettino per archi op. 30 n.6. Momenti suggestivi dedicati alla consegna del Premio Collettivo della Bontà, che vedrà la testimonianza della Signora Michela Lorenzin e del Premio Individuale assegnato a Riccardo Meggiorini, con lo sfondo della Meditazione dal "Thais" di Massenet. Conclude la serata la Danza Russa dallo "Schiaccianoci" di Tchaikovsky e da un simpatico Bis a sorpresa. La serata verrà ripresa integralmente dall'emittente Telechiara, che la trasmetterà in differita Domenica 21 maggio alle ore 20.50, Canale 14 del Digitale terrestre per Veneto e Friuli, visibile anche in streaming sul sito www.telechiara.it anche on demand.
Domenica 21 maggio alle ore 11.00, la Santa Messa solenne nella Basilica di Sant'Antonio presieduta da Sua Ecc.za Mons. Giovanni Tonucci Delegato Pontificio e animata dal Gruppo da Camera della Cappella Musicale del Santo diretta dal Maestro Valerio Casarin. Dopo la lettura della Preghiera dei fedeli, gli studenti premiati durante l'Offertorio recheranno all'altare il Pane benedetto in onore di Sant'Antonio, un simbolo e un gesto di solidarietà per riprendere il tema di quest'anno del Premio e per ricordare, anche in un momento di festa, quanti vivono nel bisogno.

 

I VINCITORI

Una 43esima edizione di grande successo, che ha visto arrivare nella sede dell’Arciconfraternita 963 opere - oltre un centinaio in più rispetto a quelle dello scorso anno - giunte da 15 regioni italiane e 34 province; oltre un metro l’altezza della pila di plichi contenenti gli elaborati giunti dalle Scuole Primarie e Secondarie di I e di II grado di tutta l’Italia.

 Per la Sezione dedicata alla NARRATIVA riservata alle SCUOLE PRIMARIE è stato Luca BORGHESI della classe V Scuola Primaria “S. Dorotea” di Genova ad aggiudicarsi il Primo Premio, seguito da Filippo LOPRESTI classe V E, Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Statale di Belizzi (SA).

Per la SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADOPrimo classificato - Riccardo BRUNELLO classe II Scuola Sec. di I gr. “V. Poloni” di Monselice (PD) seguito da Chiara PASSADOR, classe III A Istituto “Elisabetta Vendramini” di Pordenone;

Per le SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADOMaddalena TERRANEO Prima classificata, della classe V Istituto Scolastico “Card. Ferrari” di Cantù (CO), seguita da Sofia GRANATINI, Seconda classificata, della classe V B Liceo delle Suore Convittrici del Bambino Gesù di San Severino Marche (MC).

 PREMIATI SEZIONE DISEGNO sono stati per le SCUOLE PRIMARIE, Lavinia BEGGIATO classe IV B Scuola Primaria “Bianchi Buggiani” di Monselice (PD); per le SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO, Prima classificata Angelica BONINO classe I A Istituto “Maria Immacolata” di Pinerolo (TO).

 La SEZIONE MULTIMEDIALE ha visto quale Primo classificato Alessandro BORTOLAZZO IV A (elettrotecnica) dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Marconi” di Padova(il filmato è pubblicato al seguente link: https://youtu.be/6B6kNRUt1oA?list=PLTDfawjsbqUcI7jH-un32Mc02XyDNXqv4).

Una MENZIONE D’ONORE è stata assegnata agli Alunni della Classe V B dell’Istituto “Elisabetta Vendramini” di Padova (il filmato è pubblicato al seguente link: https://youtu.be/rmSAuPt1bb4?list=PLTDfawjsbqUcI7jH-un32Mc02XyDNXqv4)

Gli elaborati e i disegni premiati e le motivazioni dei Premi della Bontà 2017 sono pubblicati integralmente nel sito www.arciconfraternitasantantonio.org.

Questa edizione, oltre ai tradizionali Patrocini, gode del Patrocinio generale della FIDAE (Federazione italiana delle scuole cattoliche) e di quello della Nuova Provincia di Padova per le cerimonie di premiazione.

"Urban innovation" sabato 20 maggio al Talent Garden Padova

"Urban Innovation", la call 4 ideas - promossa da Fondazione Ingegneri Padova, Consorzio ZIP, Fondazione Fenice, La Salle International Campus, Fondazione Comunica e Talent Garden Padova - ha selezionato, tra le varie candidature, 11 progetti più innovativi che sabato 20 maggio presso Talent Garden Padova, Via della Croce Rossa 32, verranno sviluppati e presentati alla Giuria che ne decreterà i vincitori.
«Con questa iniziativa abbiamo voluto dare un'opportunità ai giovani e, allo stesso tempo, alla città. L'obiettivo è trovare i migliori servizi o progetti per la città del futuro per innovare il contesto metropolitano, favorendo lo sviluppo dell'economia locale e del territorio» precisa Pasqualino Boschetto, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Padova.

«Con "Urban Innovation" - dichiara Marco Favaretti, Presidente Fondazione Ingegneri Padova - l'Ordine e la Fondazione degli ingegneri padovani vogliono sostenere, anche materialmente, giovani colleghi impegnati a promuovere le proprie idee innovative sulla città del futuro».
«Il Consorzio ZIP ha promosso, insieme agli altri partner, il contest "Urban Innovation" - spiega Stefano Bressan, Direttore Consorzio ZIP - con l'obiettivo di stimolare un sano confronto competitivo volto ad ampliare l'orizzonte delle migliori soluzioni innovative per la città di Padova e, in particolare, per la sua strategica zona industriale, attraverso diverse prospettive e validi progetti funzionali».
«Credo che la città del futuro - conclude Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica – si debba costruire con idee e progetti dal basso; questo è il senso di Urban Innovation, primo esempio padovano in materia. Una sfida lanciata al futuro e alle nuove generazioni per creare inclusione sociale, produrre risparmio energetico, rispetto dell'ambiente.».

Tra le proposte selezionate vi sono progetti in tema di soft city, riqualificazione e nuovi servizi per la Zona Industriale di Padova, riqualificazione e nuovi servizi per la Fiera di Padova, Padova 4.0, Industry 4.0, trasporti e mobilità, domotica urbana e risparmio energetico.

Nella mattinata ai team partecipanti verrà offerta una sessione di tutoring; a seguire la stesura del progetto che andrà poi presentato e discusso alle ore 16 davanti alla giuria composta da Rosario Rizzuto – Rettore Università degli Studi di Padova, Stefano Bressan – Direttore Consorzio Zip Padova, Fernando Zilio – Presidente Camera di Commercio di Padova, Emiliano Fabris – Direttore Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, Sileno Rampado – Direttore La Salle International Campus, Roberto Gasparetto – Direttore AcegasApsAmga.

In palio la possibilità di lavorare e avere due scrivanie a disposizione fino alla fine dell'anno presso lo spazio di coworking di Talent Garden Padova e svariate ore di formazione e, per gli ingegneri, una quota annuale di iscrizione gratuita all'Ordine degli Ingegneri di Padova.

Per info: www.urbaninnovation.it

Home Sharing: piace a un padovano su due la formula, ma pochi ne conoscono i rischi e le assicurazioni possibili

Assicurazione e rischi dell'home sharing: questi sconosciuti. Secondo una ricerca condotta da Monitor Allianz Global Assistance, in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora, il 69% degli intervistati sceglierebbe questo tipo di sistemazione per una destinazione in Europa, mentre il 23% opterebbe per un viaggio in Italia.

Con la possibile introduzione della cedolare del 21% sugli affitti di breve durata, torna di grande attualità il tema dell’home sharing. A tal proposito si dice spesso che nessun posto è come casa, ma quando ci si deve allontanare per periodi più o meno lunghi, la scelta migliore è trovare un alloggio che faccia sentire il meno possibile la sua mancanza. Da una ricerca condotta dal Monitor Allianz Global Assistance in collaborazione con l’istituto di ricerca Nexplora emerge che questa soluzione è rappresentata proprio dal servizio di “home sharing”, il fenomeno dell’affitto per brevi periodi di case o camere di privati cittadini: il 48% dei padovani dichiara infatti di aver già utilizzato o di voler utilizzare in futuro questo servizio. Per il 28% di loro questa soluzione è addirittura preferibile rispetto alle tradizionali strutture ricettive come alberghi o pensioni;negli ultimi tempi, grazie a siti specializzati in questo tipo di offerte, il servizio ha acquisito una fama notevole: alla domanda “Conosci il servizio di home sharing?”, solo il 28% degli intervistati ha risposto in modo negativo.

Tra gli aspetti più apprezzati di questo tipo di alloggio vi è sicuramente il fattore economico, indicato dall’ 87% degli intervistati, che considera gli alloggi con la formula home sharing più economici rispetto alle tradizionali strutture ricettive. Molti di essi optano però per la doppia preferenza, scegliendo anche la posizione tendenzialmente comoda offerta da questo tipo di sistemazione (27%) e la sensazione di familiarità casalinga(13%).

Per quanto riguarda la destinazione, dalla ricerca è emerso che il 69% dei padovani sceglierebbe questo tipo di sistemazione per una meta europea, contro il 23% che opterebbe per un viaggio in Italia e solo l’ 8% per viaggiare fuori dall’Europa.

Nonostante la notorietà del servizio, solo il 39% degli intervistati si è detto consapevole dell’assenza dei copertura assicurativa nel servizio di home sharing, ma il 44%, dovendo alloggiare presso questo tipo di struttura, acquisterebbe un’assicurazione viaggio, attraverso un’agenzia assicurativa (20%), il canale online (15%), e dell’agenzia di viaggi (9%).

Confapi fa dieci domande ai candidati sindaco di Padova per rilanciare le politiche economiche della città

Dieci domande, fondamentali per il futuro della città. In vista delle elezioni amministrative dell’11 giugno, Confapi Padova ha interpellato nelle scorse settimane i principali candidati al ruolo di sindaco: Massimo Bitonci (primo cittadino uscente, sostenuto da Lega e Forza Italia), Simone Borile (direttore generale dell’istituto universitario di mediazione linguistica Ciels, Movimento 5 Stelle), Sergio Giordani (imprenditore, sostenuto dal Partito Democratico e alla guida di una coalizione di centrosinistra, a cui l’Associazione delle piccole e medie industrie augura la più completa e rapida guarigione), Arturo Lorenzoni (docente di Economia dell’Energia all’Università di Padova, candidato da Coalizione civica) e Luigi Sposato (imprenditore nel settore del lavoro interinale, candidato con una lista civica che porta il suo nome). Confapi li ha invitati a rispondere a una serie di domande legate al mondo dell’impresa: dal modo in cui è possibile rilanciare l’economia del territorio al futuro della Zip, dall’integrazione allo sviluppo urbanistico. Ecco i passaggi chiave delle loro risposte (disponibili in versione integrale ai link riportati in coda al comunicato stampa).

1) Il nodo ospedale.

Bitonci: «L’anno scorso è stato raggiunto un accordo con Regione e Università per far sorgere il nuovo Polo della Salute, di tipo universitario, su un terreno di 500 mila metri quadri, interamente di proprietà del Comune, in zona San Lazzaro. In via Giustiniani resterà poi il Sant’Antonio (l’ospedale dei padovani), con la novità di un nuovo centro pediatrico che sorgerà lì al posto del vecchio fabbricato di pneumologia». Borile: «L’unica area disponibile in tempi ragionevoli e delle dimensioni adeguate è quella di Padova Est e noi saremo vigili perché ogni euro sia speso in trasparente, contemporaneamente va recuperata e ridata ai padovani l’area del vecchio ospedale». Giordani: «In questi anni abbiamo già speso 150 milioni sull’Ospedale esistente ed altri 25 sono già stati giustamente stanziati per la nuova Pediatria. Stiamo già realizzando il “Nuovo su Vecchio”. Quando sarò sindaco riunirò tutti i soggetti interessati, quindi anche Università e Regione, attorno a un tavolo, per ragionare, al di là di posizioni ideologiche e politiche, sulla soluzione migliore. Decideremo assieme e poi partiremo subito con le procedure per la realizzazione. Sono 15 anni che se ne parla, non possiamo aspettare ancora». Lorenzoni: «Non riterrei di escludere una soluzione costruita sulla distinzione tra un polo esterno di alta specializzazione, ove concentrare e sviluppare la medicina ad alta tecnologia, e un polo di medicina del territorio che possa rimanere nella sede attuale». Sposato: «Credo che la parola debba passare ai cittadini padovani, Padova Est oppure Ovest purché vi siano determinate condizioni, a partire dalla certezza sulla copertura finanziaria senza che i costi gravino sulle tasche dei padovani».

 

2) Centro congressi in Fiera.

Bitonci: «La nostra amministrazione ha già sostenuto l’ente fieristico con un finanziamento di 4,5 milioni di euro - destinato alla ristrutturazione dei tetti dei padiglioni - e manterrà il proprio appoggio ai nuovi soci padovani che hanno preso in affitto d’azienda la Fiera dal gruppo GL Events». Borile: «Il Comune non può buttare via i quattrini dei padovani in opere che non è in grado di gestire, va trovato un accordo con la Camera di Commercio perché diventi protagonista della gestione e dell’utilizzo degli spazi». Giordani: «Padova non ha oggi un Centro Congressi degno di questo nome, la costruzione va completata al più presto e bisogna decidere anche chi e come si assumerà la gestione della struttura». Lorenzoni: «Il progetto di Kengo Kuma ha respiro internazionale e mi auguro possa essere realizzato superando le difficoltà incontrate. Una città che voglia attrarre flussi significativi deve sapersi attrezzare di conseguenza dal punto di vista infrastrutturale e i miei sforzi andranno anche in questa direzione». Sposato: «L’Ente Fiera deve essere un polo di attrazione tecnologico multifunzionale con annesso anche l’auditorium cittadino».

3) Stadio: Plebiscito o Euganeo per il Calcio Padova.

Bitonci: «Una semplice ristrutturazione dello Stadio Plebiscito, oggi sottoutilizzato e non più a norma da anni, permetterà di risparmiare milioni e milioni di euro in fondi pubblici e di ricreare quell’effetto “fossa dei leoni” che chi frequentava lo storico Stadio Appiani ricorderà bene». Borile: «Il Calcio Padova ha il suo stadio che è lo Stadio Euganeo: può essere ammodernato e reso più funzionale ma rimane la casa del Calcio Padova». Giordani: «Trasformare il Plebiscito nello stadio del Calcio Padova è una stupidaggine colossale, oltretutto costosa. Il Plebiscito rimane il tempio del rugby, l’Euganeo quello del calcio, con l’impegno a trovare una soluzione per portare i tifosi più vicini ai giocatori.  E i soldi risparmiati, parliamo di 6-7 milioni di euro, non di briciole, li utilizzerò nel riqualificare il quadrante Arcella-San Carlo-Pontevigodarzere». Lorenzoni: «Il Calcio Padova potrà disporre di uno stadio migliore nella sede attuale, dove si può rinunciare alla pista di atletica, trasferendola in un Colbachini rigenerato, per avvicinare gli spettatori e creare una struttura moderna». Sposato: «Non condivido il calcio al Plebiscito a meno che non si colga l’occasione per rivisitare tutta l’area circostante compreso Pontevigodarzere».

4) Il rilancio della Zona industriale.

Bitonci: «La nostra amministrazione comunale si impegnerà in una riqualificazione e in un ampliamento dell’area che la trasformerà in uno spazio favorevole agli investimenti, grazie allo sviluppo di infrastrutture, trasporti, tecnologie». Borile: «La Zona industriale va rilanciata portando servizi alle imprese: oggi è scarsamente raggiunta dai mezzi pubblici è in alcune parti congestionata dal traffico. Farò pressioni per concludere l’idrovia Padova-Venezia che può portare benefici sia a livello commerciale che turistico». Giordani: «Bisogna puntare sull’innovazione e sulla sinergia tra le imprese a partecipazione pubblica insediate in zona. Interporto e Maap già adesso si configurano come un hub dei servizi logistici e distributivi che ha una dimensione internazionale. Dobbiamo razionalizzare le risorse e rendere appetibile l’insediamento di aziende d’eccellenza italiane e straniere». Lorenzoni: «Vedo per la ZIP un ruolo di agenzia del tipo Business Locator. La ZIP può offrire servizi di logistica, ma può e deve diventare anche il luogo della manifattura di qualità, oltre che delle start up innovative. Questo può essere fatto fornendo servizi e reti di supporto alle imprese a agevolando la costituzione di partnership tra imprese, investitori e istituzioni». Sposato: «È necessaria una riconversione e una ridefinizione della destinazione d’uso che da produttivo deve diventare logistica».

5) La prima misura per rilanciare l’economia.

Bitonci: «Firmerò l’accordo di programma sul nuovo ospedale a Padova Est, che darà un impulso eccezionale alla sanità e alla città in generale. Poi continuerò nella riduzione delle spese comunali e nel taglio (già applicato) delle tasse comunali, destinando i fondi risparmiati ad altre opere pubbliche, grandi e piccole. La mia è una visione keynesiana dell’economia: la spesa pubblica deve essere oculata, trasparente, ma deve esserci!». Borile: «Nei primi 100 giorni mi dedicherò al rilancio delle attività produttive. Il commercio è un volano principe per l’economia cittadina che contestualmente, se valorizzata, consentirà altresì il recupero di aree oggi considerate pericolose e abbandonate». Giordani: «Quando sarò sindaco creerò in Comune un ufficio, a servizio di tutti gli assessorati, che avrà un solo compito: lavorare per intercettare tutti i bandi europei e nazionali, tutte le opportunità offerte per ottenere i finanziamenti ai progetti che elaboreremo». Lorenzoni: «Intendiamo istituire un Assessorato alla Innovazione Sociale e al Lavoro. Il primo passaggio di tale assessorato comporta la proposta e quindi la costituzione di un “Protocollo per un lavoro sano e pulito”, introducendo misure di facilitazione e premialità per le imprese che hanno a cuore lo sviluppo delle competenze dei propri lavoratori, ad esempio, e lo sviluppo di prodotti e servizi di qualità». Sposato: «Propongo la Flat Tax al fine di incentivare le imprese a investire sul territorio comunale».

6) Scongiurare l’aggravio di imposte locali.

Bitonci: «L’abbiamo già fatto tagliando l’Imu sulle imposte produttive dello 0,5% - cosa che non era mai stata fatta, a Padova, da alcuna delle amministrazioni precedenti - oltre all’Irpef, alla Tasi, alla Tari e all’imposta di soggiorno. Una volta eletti, nel 2014, abbiamo rilevato che Padova era il comune italiano con la più alta tassazione pro-capite in Italia. Ora non è più così e mi si può togliere tutto, ma non questo grande risultato». Borile: «Il Comune ad amministrazione 5 stelle parte da una razionalizzazione della spesa interna per reinvestire nella attività produttive». Giordani: «L’idea è quella di non gravare ulteriormente sui cittadini tutti e naturalmente sulle attività produttive. La strada è quella di recuperare risorse razionalizzando le attività, e quando dico razionalizzando non vuol dire tagliare, vuol dire fare meglio le cose con le risorse che uno ha a disposizione, e di accedere appunto a tutte le fonti di finanziamento che Europa, Stato e Regione mettono a disposizione». Lorenzoni: «Nel mio programma di governo non è previsto un aggravio degli attuali livelli delle imposte locali». Sposato: «Dobbiamo defiscalizzare le grandi e le piccole attività su alcune tasse locali al fine di rilanciare il commercio e il lavoro».

7) Altre grandi opere a Padova.

Bitonci: «Con la vendita delle azioni di Hera è già stata impostata tutta una serie di nuove grandi opere. Attenzione, però: sempre con una cura prioritaria alla sostenibilità ambientale e al non ulteriore consumo del suolo. Infatti tra le grandi opere in programma c’è la riconversione dell’area cementificata e inutilizzata di Piazzale Boschetti in nuovo parco cittadino, il Parco Tito Livio. E poi il completo restauro delle mura cinquecentesche per tutti gli 11 km e quello del Castello carrarese di Piazza Castello». Borile: «Con la nostra amministrazione verranno alla luce dei progetti che sono rimasti chiusi per anni, nuovo ospedale e Centro congressi». Giordani: «Per un quartiere, anche la sistemazione di una piazza, o dei marciapiedi è una grande opera. Ma non voglio eludere la domanda: mi piacerebbe vedere realizzato l’Auditorium, da fare però in centro per realizzare un grande polo culturale in Piazza Eremitani». Lorenzoni: «Il programma di rigenerazione urbana al centro della proposta di Coalizione Civica comporta investimenti significativi per la riqualificazione di molte aree oggi inutilizzate in città, per ridarle significato e decoro, anche nelle sue zone periferiche oggi abbandonate». Sposato: «Sono per la TAV a Padova! Far sì che la TAV si fermi a Padova significa due cose: la prima dare servizi sempre più efficiente ai nostri concittadini, la seconda comporta la riqualificazione di tutta l’area della stazione sia interna che esterna».

8) Integrazione e rispetto delle regole.

Bitonci: «Sono tutti benvenuti coloro che lavorano, pagano le tasse e rispettano le regole. Parlo soprattutto di certi casi di concorrenza sleale attraverso prodotti contraffatti, fenomeno che l’amministrazione Bitonci ha contrastato fin dall’inizio, e alle aperture e chiusure di partite Iva - da parte soprattutto di cittadini stranieri - un po’ troppo disinvolte». Borile: «Ci impegniamo a favorire le condizioni per cui molti imprenditori decidano di investire a Padova per restarci». Giordani: «Chi arriva in Italia deve essere accolto con umanità e rispetto. Non dimentichiamo che praticamente ogni famiglia veneta ha avuto un emigrato in passato per ragioni economiche. Però chi arriva qui e vuole far parte della nostra società deve rispettare le regole. Noi dobbiamo aiutarlo nell’integrazione, vuol dire imparare l’italiano, capire la nostra società». Lorenzoni: «L’integrazione è un principio fondamentale per un’economia di mercato avanzata e deve realizzarsi nel rispetto delle regole vigenti. Le regole valgono per tutti allo stesso modo, senza deroghe per nessuno. Si tratta certamente di comporre dei tavoli di dialogo con i rappresentanti dei lavoratori/imprenditori migranti, per entrare nel merito delle dinamiche produttive tipiche delle differenti esperienze. È necessario avviare una mappatura puntuale delle attività produttive e della loro redditività». Sposato: «Oramai le imprese di persone extracomunitarie sono una realtà, credo che non ci sia nulla da aggiungere».

9) L’Università è abbastanza integrata con la città?

Bitonci: «Abbiamo disposto uno stanziamento di 20 milioni di euro per la ristrutturazione degli impianti sportivi del Cus di via Corrado, così da dotare studenti, sportivi e semplici cittadini di un centro sportivo adeguato e appunto aperto anche alla città. Abbiamo aperto nuove aule studio - di proprietà comunale - perché ci fossero più spazi di studio e d’aggregazione. In collaborazione con l’Università abbiamo predisposto un progetto volto a trasformare il famigerato complesso di via Anelli in uno studentato». Borile: «L’Università è assolutamente sotto utilizzata per le potenzialità che può dare alla città in termini di collaborazioni e investimenti». Giordani: «L’Università è una grande risorsa che io vedo ben integrata nella nostra città. Ma naturalmente si può fare meglio.  Come? Facendo squadra e mettendo ancora più in rete le conoscenze e le opportunità. E poi penso al ruolo ancora maggiore che l’Università può avere per la crescita culturale di tutti i cittadini, con una grande attività di divulgazione. Quello che ad esempio è stato già fatto con l’ampliamento dell’Orto Botanico e il percorso didattico e divulgativo tra le biodiversità è eccezionale». Lorenzoni: «Occorre a mio avviso sviluppare anche in questo campo una visione di comune interesse, che abbracci auspicabilmente il prossimo decennio; una valida collaborazione fra istituzioni cittadine, PMI e mondo universitario». Sposato: «Abbiamo 57 mila studenti che vivono le loro giornate prevalentemente in alcune zone della città. È necessario che anche i quartieri periferici facciano vivere gli studenti (esempio la Bovisa e i Navigli di Milano). Il turismo universitario deve diventare una realtà!».

10) I costi della campagna elettorale.

Bitonci: «I costi sono sostenuti da Massimo Bitonci, in primo luogo. Poi da tutti i candidati che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio della città e dai tantissimi sostenitori che credono nel nostro progetto e vogliono farci riprendere questo cammino da dove delle trame di palazzo l’hanno interrotto». Borile: «Faremo una campagna elettorale “francescana” al di sotto dei 10.000 euro interamente autofinanziata dagli iscritti e piccole donazioni di simpatizzanti». Giordani: «Non è possibile adesso dare una idea dei costi, anche perché continuano ad arrivare contributi piccoli e grandi da tanti cittadini - approfitto anzi per ringraziarli della fiducia - e in ogni caso moltissime attività sono svolte da volontari a titolo gratuito». Lorenzoni: «Non abbiamo fatto un budget, lavoriamo unicamente con quanto raccogliamo in modo diffuso. I costi cui inevitabilmente dobbiamo far fronte sono coperti con una raccolta diffusa, tramite l’accensione di un conto corrente in Banca Etica e una piattaforma di Crowdfunding accesa presso Produzioni dal Basso. Non si accettano contributi superiori a 5.000 euro, per assicurare l’indipendenza del nostro percorso». Sposato: «Ho messo a budget 150.000 euro. Sarà finanziata in proprio con fondi personali e aziendali».

«Abbiamo voluto realizzare queste interviste per fare chiarezza intorno ai punti che più da vicino riguardano imprese, mondo del lavoro e pressione fiscale, temi da cui non si può prescindere per il rilancio del territorio» spiega Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova, Associazione delle piccole e medie industrie della provincia. «In particolare sono tre le priorità che abbiamo individuato e per le quali chiediamo al futuro sindaco di prendere impegni precisi: 1) reindustrializzare il territorio, riqualificando le aree produttive; 2) defiscalizzare, ovvero ridurre o eliminare le imposte che gravano sulle attività; 3) integrare l’imprenditoria e la manodopera straniera, ma solo nell’assoluto nel rispetto delle regole. Chi ha responsabilità di impresa distingue meglio di altri un impegno serio e credibile: perciò oggi vogliamo dire ai candidati sindaco e ai candidati consiglieri che rimarremo vigili, monitorando quanto sarà messo in pratica rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale».

Ai seguenti link le interviste integrali ai candidati sindaco

BITONCI: «PADOVA ERA LA CITTÀ PIÙ TASSATA D’ITALIA, GRAZIE A ME NON È PIÙ COSÌ»

BORILE:  «RAZIONALIZZEREMO LE SPESE DEL COMUNE PER REINVESTIRE NELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE»

GIORDANI:  «SU OSPEDALE E CENTRO CONGRESSI PADOVA HA GIÀ PERSO TROPPO TEMPO»

LORENZONI: «CENTRO CONGRESSI, OSPEDALE, ZIP: RIVITALIZZIAMO LA CITTÀ PER RENDERLA PIÙ ATTRATTIVA»

SPOSATO: «UNA FLAT TAX PER ATTIRARE A PADOVA AZIENDE DA TUTTO IL MONDO»