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Polemiche su assembramenti e foto sui social: il Gasoline Padova all’Arcella chiude. Ecco la lettera dei gestori

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Punto di ritrovo popolarissimo tra i ragazzi più giovani del quartiere tra l’Arcella e Pontevigodarzere, il Gasoline Padova ha deciso di chiudere dopo che sui social gli sceriffi da tastiera del distanziamento personale avevano postato foto e video con commenti sprezzanti e spesso offensivi. Questo il messaggio degli imprenditori che da anni hanno fatto di quel brutto capannone di via Morandi un luogo di aggregazione giovanile in un quartiere particolarmente delicato.

Gettiamo la spugna!
Da oggi Gasoline Padova rimarrà chiuso.
Siamo stanchi!
Stanchi di vivere una situazione insostenibile da gestire.
Stanchi di dover cercare di essere costretti a mantenere un ordine, dove un ordine non c’è.
Stanchi di dover seguire regole inventate dalle varie task force, quando neanche loro sanno veramente con cosa abbiamo a che fare.
Ma poi, chi potrebbe?
Un qualche Dio?
Siamo stanchi di essere attaccati dal mondo “social”, un mondo finto pieno di “leoni da tastiera”, di tuttologi, di “politici del cavalcavia”, tutti paladini di facebook.
Abbiamo sempre fatto tutto ciò che ci è stato comunicato, cercando di interpretare ogni nuova regola (sempre arrivata il giorno precedente).
Siamo sempre stati in contatto con le autorità, consci di avere una numerosissima e variegata clientela.
Siamo stanchi di dover trovare una soluzione a tutto. Abbiamo più di venti dipendenti che chiedono aiuto, hanno un mutuo per la casa, un altro per la macchina, sono giovani studenti con un affitto da pagare, o magari con il loro stipendio danno da mangiare ad una famiglia intera in africa.
Restare aperti con queste pressioni non ne vale la pena, si muore anche di ulcera non solo di coronavirus.
Chiudiamo al pubblico per non perderci il fegato, o magari la licenza per colpa di qualche ragazzino/a che non ascolta nemmeno i suoi genitori.
Continueremo con consegne a domicilio e asporto, pronti a chiudere definitivamente se la situazione non cambi.
Siamo tutti bravi a parlare, tutti professori, virologi, benpensanti, invidiosi, poveretti risucchiati in un mondo “virtuale”.
Cosa volete dimostrare?
Con molteplici collaborazioni combattiamo per perché si possa vivere in un quartiere migliore, sognando un mondo migliore e continueremo a farlo appena possibile.
Purtroppo nessuno è perfetto.
Farsi un bell’esame di coscienza farebbe bene a tutti.
Adesso lasciateci in pace.
Amen

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