Le medicine di gruppo del Padovano potrebbero cambiare assetto entro fine 2026 con il passaggio alle Aft. Carlo Cunegato (Avs) parla di circa 310 posti di segreteria e infermieristici a rischio e annuncia un’interrogazione. Non c’è ancora una decisione definitiva della Giunta regionale.
Medicine di gruppo: la richiesta sui 310 posti nel Padovano
Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, chiede chiarimenti sul futuro delle medicine di gruppo integrate. Annuncia un’interrogazione alla Giunta Stefani. Al centro, il possibile passaggio alle Aggregazioni funzionali territoriali, le Aft, e il personale impiegato.
Nel comunicato diretto con l’annuncio dell’interrogazione, Cunegato riferisce una stima di circa 310 lavoratori nel Padovano. Sono addetti alle segreterie e personale infermieristico, spesso assunto tramite cooperative.
Che cosa è accertato e che cosa no
La chiusura delle strutture e la perdita dei posti non sono decisioni già assunte dalla Regione. Sono rischi indicati dal consigliere sulla base delle notizie relative al riordino previsto entro fine anno. L’interrogazione annunciata dovrà quindi chiedere dati e un piano alla Giunta.
Cunegato vuole sapere quante medicine di gruppo saranno coinvolte nel passaggio alle Aft. Chiede inoltre il numero dei lavoratori interessati e le misure per conservare le competenze maturate. Il quadro regionale della richiesta di chiarimenti distingue la stima padovana dalla situazione vicentina, per la quale non è indicato un dato totale.
Il possibile effetto sui servizi
Le medicine di gruppo riuniscono medici di famiglia, infermieri e personale di supporto. L’obiettivo è offrire cure coordinate e un presidio vicino ai cittadini. Secondo Cunegato, perdere questo modello senza una fase chiara potrebbe aumentare gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Il nodo della sanità territoriale
Il confronto si aggiunge alle tensioni sul personale sanitario veneto, emerse anche nel dibattito sui medici a gettone e sulle assunzioni stabili. I due problemi sono diversi, ma riguardano entrambi continuità delle cure e organizzazione del lavoro.
Ora servono la risposta della Giunta e dati sul passaggio alle Aft. Fino ad allora, il rischio per 310 posti resta una stima riportata da Cunegato. Le medicine di gruppo continuano a operare e non è stata annunciata una chiusura immediata.
