La qualità del lavoro a Padova è la nuova sfida dopo i buoni risultati sull’occupazione giovanile. Tra i residenti con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, infatti, il tasso di occupazione raggiunge l’82,9%. Un dato che colloca il territorio al quinto posto nazionale, davanti alla media veneta dell’80,6% e a quella italiana del 68,4%.
Trovare lavoro è importante, ma riuscire a costruirsi una carriera lo è altrettanto. È questa la sfida che accompagna i buoni risultati occupazionali della provincia di Padova. Tra i residenti con un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, infatti, il tasso di occupazione raggiunge l’82,9%. Un dato che colloca il territorio al quinto posto nazionale, davanti alla media veneta dell’80,6% e a quella italiana del 68,4%.
I numeri si riferiscono alla media del periodo 2023-2025 e provengono da un’elaborazione di AstraRicerche su dati Istat, presentata da Manageritalia Veneto. A richiamare l’attenzione su ciò che viene dopo l’ingresso nel mercato del lavoro è Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova.
«Una classe imprenditoriale seria deve anche chiedersi quali prospettive di crescita professionale e retributiva riesce a costruire», osserva Bertin. Il risultato occupazionale è positivo, ma secondo il presidente dell’associazione non può essere considerato un punto d’arrivo.
Qualità del lavoro a Padova, il nodo della formazione
Il ragionamento riguarda soprattutto il terziario di mercato, che comprende commercio, turismo e servizi. Sono settori nei quali, secondo Bertin, diventa fondamentale investire nella preparazione dei lavoratori e nell’organizzazione delle imprese.
«Servono formazione continua, competenze digitali e organizzazioni capaci di valorizzare le persone», sottolinea. L’obiettivo è fare in modo che un’occupazione elevata si traduca anche in migliori opportunità per i lavoratori e in servizi più qualificati per cittadini e visitatori.
A sostegno della riflessione, Confcommercio richiama anche un altro indicatore. L’indice del valore aggiunto per occupato nei servizi di mercato, fissando a 100 la media italiana, in Veneto si ferma a 98. Un dato regionale che segnala un margine di miglioramento nella capacità di generare valore attraverso il lavoro.
Imprese e giovani, il passaggio da rafforzare
La questione, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità di posti. Conta anche la possibilità di acquisire nuove competenze, assumere responsabilità e migliorare la propria condizione professionale.
Per Bertin, è necessario rafforzare il collegamento tra imprese, formazione e giovani che entrano nel mondo del lavoro. Una sfida che coinvolge soprattutto commercio, turismo e servizi, dove la valorizzazione delle persone può diventare un elemento decisivo per la competitività delle attività economiche.
