Nell’elaborazione AstraRicerche su dati ISTAT presentata da Manageritalia Veneto, Padova è quinta fra 107 province per occupazione dei 25-34enni, con l’82,9% nella media 2023-2025. Il valore aggiunto per occupato del 2023 supera di poco quello nazionale; nei servizi di mercato resta sotto.
Lavoro giovani adulti, Padova fra le prime province
La provincia di Padova occupa il quinto posto fra 107 province italiane per tasso di occupazione dei residenti fra 25 e 34 anni: 82,9%, contro il 68,4% nazionale. È il risultato dell’elaborazione AstraRicerche su dati ISTAT diffusa da Manageritalia dopo l’assemblea veneta svolta a Vicenza il 22 ottobre.
Il confronto riguarda la media dei tassi annui 2023-2025, non una rilevazione puntuale del 2026. Nella stessa fascia d’età il Veneto raggiunge l’80,6%; tutte le province regionali superano la media italiana, compresa Belluno, che si colloca al 78,1%.
Il tasso di disoccupazione dei 25-34enni è invece del 4% a Padova, del 4,2% in Veneto e del 9,5% in Italia. Treviso e Vicenza segnano entrambe il 3,4%. Occupazione e disoccupazione hanno denominatori statistici diversi: le due percentuali non sono quote complementari della stessa popolazione.
Il divario emerge nella produttività
Una platea ampia di giovani adulti occupati non coincide automaticamente con un vantaggio altrettanto marcato nella ricchezza prodotta per lavoratore. Per questo secondo confronto, il documento utilizza il valore aggiunto per occupato interno del 2023 e pone la media italiana uguale a 100.
Su questa scala, Veneto e Padova si attestano entrambi a 102; Vicenza raggiunge 104, mentre Rovigo si ferma a 92. Si tratta di indici rispetto alla media nazionale, non di tassi di crescita annua.
Nei servizi di mercato il Veneto scende a 98 e Padova a 99. Verona, a 103, è l’unica provincia veneta sopra 100; Vicenza si colloca a 93. Il perimetro esclude attività immobiliari, pubblica amministrazione, istruzione e sanità: non descrive quindi indistintamente tutto il terziario.
La richiesta dell’associazione
Carlo Terrin, presidente di Manageritalia Veneto, indica competenze, innovazione e organizzazione come leve per rafforzare la produttività. La sollecitazione riguarda anche il ruolo della formazione e delle capacità manageriali nelle piccole e medie imprese. È una proposta dell’associazione che accompagna la lettura dei dati, non l’esito già misurato di nuovi interventi.