Mercoledì 4 novembre Selvazzano Dentro ricorda i caduti in piazza Guido Puchetti e a Villa Cesarotti, già ospedale da campo nella Grande Guerra. Alle 18 Luca Lazzarini presenta il volume Ospedale 0121, con interventi sulla storia della sanità militare. Ingresso gratuito.
Villa Cesarotti, il 4 novembre tra commemorazione e ricerca storica
La memoria dei caduti e la storia dell’assistenza sanitaria nella Grande Guerra si intrecciano nel programma del 4 novembre a Selvazzano Dentro. Il Comune ha annunciato le iniziative per la Giornata dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate, con una cerimonia al mattino e un incontro dedicato al libro di Luca Lazzarini nel tardo pomeriggio.
La commemorazione comincerà alle 11 al Monumento ai Caduti di piazza Guido Puchetti. Sono previsti l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro, la preghiera ai caduti e l’orazione civile del sindaco Claudio Piron.
Alle 11.30 il corteo raggiungerà Villa Melchiorre Cesarotti, che durante la Prima guerra mondiale ospitò l’ospedale da campo 0121. Qui il ricordo dei soldati ricoverati e deceduti sarà accompagnato da letture e interventi musicali degli studenti della scuola secondaria di primo grado Melchiorre Cesarotti, in collaborazione con la Banda di Selvazzano Dentro.
Alle 18 la presentazione di Ospedale 0121
Nella stessa villa, alle 18, Lazzarini presenterà “Ospedale 0121. Travaglio e rinascita di un ospedale da campo”. L’incontro è organizzato con la sezione locale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e sarà a ingresso gratuito.
Dopo i saluti del sindaco interverranno l’autore, il professor Maurizio Rippa Bonati, sul tema della sanità militare nella Grande Guerra, e il dottor Giampiero Avruscio. Modererà l’avvocato Roberto Davini; sarà presente anche Luigi Troiano, coordinatore del gruppo di ricerca della sezione di Selvazzano dell’associazione.
Dal fronte alla cura della malaria
Secondo la presentazione comunale, il volume nasce da ricerche d’archivio e ricostruisce il percorso dell’ospedale dalle retrovie del fronte carsico-isontino alla riorganizzazione seguita a Caporetto, quando la struttura si specializzò nella cura della malaria.
Una fotografia della villa e alcune sepolture di militari sono fra le tracce da cui prende avvio il racconto, che richiama anche il dramma dell’influenza spagnola. Il programma collega così la commemorazione pubblica a un approfondimento sulle vicende dei ricoverati e sul ruolo assunto da questo luogo nella storia locale.
