La delegazione gambiana è stata a Padova dal 27 al 30 ottobre per approfondire il modello locale di affido e solidarietà familiare. Quattro giornate di formazione con il Comune, l’Università e le associazioni del territorio.
Padova apre le porte a una delegazione del Gambia per condividere esperienze e competenze sulla tutela dei minori vulnerabili. Dal 27 al 30 ottobre, giudici ed esperti gambiani hanno partecipato a un percorso di formazione dedicato all’affido e alla solidarietà familiare, con l’obiettivo di approfondire il modello sviluppato sul territorio padovano.
L’iniziativa rientra nel progetto IMProve, finanziato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali e coordinato da ANPAS, con la partecipazione dell’Ente NOVA e dell’associazione padovana Arcobaleno APS.
Delegazione gambiana a Padova, quattro giornate di formazione
Il programma si è aperto martedì 27 ottobre con l’accoglienza e i saluti istituzionali a Palazzo Moroni. Gli incontri formativi si sono poi svolti nella sede dei Servizi sociali di via del Carmine, con il coinvolgimento dell’équipe del Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare del Comune di Padova.
Al centro delle quattro giornate, l’organizzazione dei servizi sociali e i riferimenti normativi in materia di tutela e affido. La delegazione ha approfondito anche le diverse tipologie di affidamento, i percorsi di sensibilizzazione rivolti ai cittadini e le procedure per conoscere le famiglie e individuare gli abbinamenti più adatti.
Un’attenzione specifica è stata dedicata al sostegno dei bambini e delle famiglie affidatarie, oltre che alla solidarietà familiare, con la collaborazione dell’associazione Genitorialità e del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova. Giovedì 29 ottobre il gruppo ha infine raccolto le riflessioni conclusive del percorso.
«Condividere competenze per proteggere i minori»
«Diamo il via alla fattiva collaborazione per affrontare insieme alla delegazione gambiana la condivisione di competenze ed esperienze per promuovere azioni volte alla protezione dei minori vulnerabili», ha spiegato l’assessora comunale al Sociale, Margherita Colonnello.
L’obiettivo, ha aggiunto, è rendere concreto un modello di tutela che permetta ai bambini in difficoltà di crescere e vivere in famiglia. Un confronto che punta quindi a mettere in comune strumenti e pratiche, partendo dall’esperienza maturata dai servizi padovani.
