La riforma dei calendari FIVB porta Pallavolo Padova ad aderire alla campagna No Clubs No Volley. Fabio Cremonese contesta l’ipotesi di competizioni delle Nazionali in inverno e lunghe pause nei campionati: teme ripercussioni su atleti, pubblico, abbonati e bilanci delle società.
Calendari FIVB, la posizione di Pallavolo Padova
Pallavolo Padova aderisce alla campagna No Clubs No Volley e chiede che le società siano coinvolte nelle scelte sul futuro della stagione internazionale. Il presidente Fabio Cremonese interviene con una nota del club sull’ipotesi di riforma dei calendari FIVB per il quadriennio 2028-2032, ancora in discussione.
Il nodo, secondo la ricostruzione della società padovana, è il possibile spostamento in inverno di parte delle competizioni delle Nazionali, compresi i Mondiali. Questa impostazione comporterebbe una sospensione dei campionati per diverse settimane nel cuore della stagione. La decisione della federazione internazionale è attesa nelle prossime settimane, riferisce il comunicato.
Continuità del campionato e rapporto con il pubblico
Cremonese chiarisce che la posizione non è rivolta contro le Nazionali, considerate importanti per il movimento. La preoccupazione riguarda invece la continuità dell’attività dei club: il rapporto con gli spettatori, la scelta degli abbonati di seguire un’intera stagione e gli investimenti degli sponsor potrebbero risentire di un’interruzione prolungata.
È il legame con la comunità sportiva richiamato anche nella presentazione della stagione di Pallavolo Padova alla Kioene Arena, che aveva riunito atleti, staff, sostenitori e istituzioni.
Le preoccupazioni per giocatori e bilanci
Per il presidente, una pausa creerebbe esigenze opposte all’interno delle squadre. Gli atleti non convocati resterebbero a lungo senza gare, con possibili effetti sul ritmo agonistico. Quelli impegnati in Nazionale affronterebbero invece carichi intensi, con rischi di stanchezza e infortunio al rientro. Si tratta delle conseguenze temute dal club, non di effetti già verificati.
La Pallavolo Padova solleva anche il problema economico: durante lo stop continuerebbero a pesare stipendi, alloggi e organizzazione, mentre si interromperebbero gli incassi collegati alle partite.
Cremonese richiama le prese di posizione delle Leghe e della Perugia di Gino Sirci. Il suo appello è a un confronto unitario: le società, sostiene, devono parlare con una voce comune per far pesare le proprie ragioni nella discussione.
