Un lavoratore di una ditta in subappalto è morto alla Fincantieri di Marghera. La Fiom Venezia chiede di chiarire le cause; Flavio Baldan sollecita più personale per gli SPISAL e il nuovo Piano regionale di prevenzione. Le dichiarazioni non anticipano gli esiti degli accertamenti.
Fincantieri di Marghera, attesi gli accertamenti sulle cause
Un lavoratore di una ditta in subappalto è morto nella mattinata di mercoledì 4 novembre alla Fincantieri di Marghera. A segnalarlo alla redazione è la Fiom metropolitana di Venezia, che riferisce di lavorazioni di saldatura all’interno di uno spazio confinato di una nave. La notizia del decesso di un operaio di 34 anni è riportata anche dall’agenzia ANSA.
Le cause restano da chiarire. Il sindacato precisa di non conoscere gli elementi che hanno determinato la morte e chiede che gli accertamenti facciano piena luce sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità. Il comunicato esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia. Le ricostruzioni diffuse nelle prime ore non costituiscono un esito dell’inchiesta.
La richiesta di rafforzare la prevenzione
Sulla vicenda è intervenuto con una nota anche Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. Il consigliere chiede alla Regione Veneto di accelerare l’adozione del nuovo Piano strategico per la prevenzione delle morti e degli incidenti nei luoghi di lavoro, indicato nella sua proposta per il periodo 2027–2031.
Baldan sollecita inoltre un aumento delle dotazioni di personale tecnico degli SPISAL, i servizi che si occupano di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro. La sua richiesta punta a rafforzare l’attività preventiva e la capacità di presenza sul territorio, in particolare nei comparti nei quali le lavorazioni manuali espongono a rischi.
Il piano e le maggiori risorse sono richieste politiche formulate dal consigliere: la nota non documenta una nuova decisione regionale già adottata. Sul singolo decesso, invece, rimane necessario attendere gli elementi raccolti dalle autorità competenti.
La Fiom richiama l’attenzione sulle cautele richieste nelle lavorazioni in spazi confinati. Il richiamo riguarda la prevenzione e non dimostra, da solo, quali condizioni fossero presenti questa mattina nel cantiere. La distinzione tra il fatto, le richieste sindacali e le valutazioni politiche resta essenziale mentre la ricostruzione è ancora aperta.
